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Questo trucco semplicissimo per sapere se la tua pensione aumenterà

Nel 2025 circa 14 milioni di pensionati italiani attendono l’adeguamento annuale degli assegni, che potrebbe oscillare tra il 3 e il 5 %, secondo le proiezioni sull’inflazione.

Un anno decisivo per chi vive di pensione

Il nuovo anno segna una fase cruciale per milioni di famiglie che contano esclusivamente sulla pensione. L’adeguamento automatico al costo della vita, previsto ogni gennaio, è spesso l’unico margine di respiro contro l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari.

L’Istat ha anticipato un incremento medio del costo della vita superiore al 4 %, mentre il Ministero dell’Economia valuta una revisione dei coefficienti di rivalutazione. Se confermata, questa misura potrebbe tradursi in un aumento mensile compreso tra 30 e 70 euro per le pensioni medie.

Ma non tutti ne beneficeranno allo stesso modo: i meccanismi di calcolo restano complessi e differenziati in base all’importo della pensione percepita e al regime previdenziale d’appartenenza.

Chi vedrà davvero crescere l’assegno

L’aumento delle pensioni non riguarda indistintamente tutti i percettori. La percentuale di rivalutazione piena si applica solo alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS, pari a circa 2.272 euro mensili nel 2024.

Fascia di reddito mensile Percentuale di rivalutazione stimata
Fino a 2.272 € 100 % dell’indice ISTAT
Da 2.273 € a 4.500 € 85 % dell’indice ISTAT
Oltre 4.500 € 53 % dell’indice ISTAT

I dati provengono da simulazioni diffuse dall’INPS e dai centri studi sindacali, che evidenziano come la progressività della rivalutazione sia pensata per proteggere maggiormente i redditi bassi.

I criteri nascosti dietro il calcolo

L’importo finale dipende dal cosiddetto “coefficiente provvisorio”, determinato ogni autunno sulla base dell’inflazione media rilevata da gennaio a settembre. Il valore definitivo sarà poi fissato con decreto ministeriale entro fine dicembre.

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A incidere non è solo l’inflazione corrente ma anche quella “differita”, cioè lo scarto tra la previsione e la realtà dell’anno precedente. Nel 2024, ad esempio, il conguaglio negativo ha ridotto gli aumenti previsti per alcune fasce di pensionati.

Questo meccanismo, pur tecnico, genera forti disparità: chi percepisce assegni più modesti subisce ritardi o compensazioni minime, mentre chi dispone di trattamenti più alti vede applicazioni parziali o rinvii automatici.

Pensionati pubblici e privati: un confronto che pesa

I lavoratori del settore privato iscritti ai fondi complementari – come il Fondo Cometa o Prevedi – potranno contare su una doppia tutela, grazie alla rivalutazione sia della pensione pubblica sia delle quote accumulate nei fondi stessi.

I dipendenti pubblici invece restano vincolati all’indicizzazione della sola pensione principale gestita dall’INPS – Gestione ex Inpdap – senza benefici diretti dai rendimenti finanziari. Una disparità che le associazioni dei dirigenti statali considerano ormai strutturale.

Le categorie più penalizzate

  • Pensionati con assegni oltre cinque volte il minimo INPS (rivalutazione ridotta)
  • Titolari di più trattamenti cumulati che superano i limiti di reddito previsti
  • Soggetti con arretrati o conguagli negativi dovuti agli aggiustamenti inflattivi precedenti

Cosa fare per sapere se la pensione aumenterà davvero

L’INPS prevede che entro gennaio ogni beneficiario riceva nel proprio cassetto previdenziale online il dettaglio aggiornato del rateo mensile con indicazione della quota rivalutata. Accedendo tramite SPID o CIE si potrà verificare l’effettivo incremento spettante.

Chi non dispone di accesso digitale può rivolgersi ai patronati o agli sportelli territoriali munito del modello ObisM aggiornato, documento che riporta le voci retributive utilizzate nel calcolo. È consigliabile controllare anche eventuali supplementi spettanti in caso di contributi versati dopo la data di decorrenza della pensione.

I nodi ancora aperti sul fronte politico ed economico

L’aumento delle pensioni resta un tema divisivo nella legge di bilancio: da un lato la necessità di sostenere il potere d’acquisto dei più anziani, dall’altro la pressione sul debito pubblico e sulle nuove generazioni contributive.

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I sindacati chiedono una rivalutazione piena almeno fino a cinque volte il minimo e un rafforzamento del trattamento minimo stesso, oggi fermo a poco più di 598 euro mensili. Il governo valuta soluzioni intermedie legate alla crescita effettiva del PIL nominale.

Verifiche e simulazioni utili per le famiglie

Diverse piattaforme pubbliche consentono già simulazioni personalizzate basate sui dati reali dell’anagrafe contributiva INPS. Queste stime permettono alle famiglie di anticipare eventuali variazioni nel bilancio domestico e pianificare meglio spese e risparmi.

L’utilità pratica sta proprio qui: comprendere prima degli altri se la propria pensione seguirà l’aumento promesso o resterà invariata nei prossimi mesi significa poter agire subito sulle scelte economiche quotidiane.

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