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Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Jeff Bezos e altri miliardari vivono su un’isola senza fossa settica: pensano di inviare i loro rifiuti ai vicini senza pagare

Secondo le autorità ambientali delle Hawaii, l’isola di Maui registra ogni anno oltre 12.

000 tonnellate di reflui domestici non trattati che finiscono nel sottosuolo o in mare.

La questione dei reflui sull’isola privata dove Jeff Bezos e altri miliardari hanno acquistato proprietà di lusso è diventata un caso politico e sanitario. Mentre i residenti comuni devono rispettare piani di adeguamento imposti dal Dipartimento della Salute entro il 2025, alcune tenute sembrano operare al di fuori del sistema. Il contrasto tra ville multimilionarie senza fossa settica e comunità costiere obbligate a investire migliaia di dollari per la conformità fa emergere una frattura che va oltre l’igiene pubblica.

I miliardari e le regole ambientali che valgono solo per alcuni

Nel distretto di Hana, a est di Maui, le nuove normative richiedono a ogni abitazione di dotarsi di un sistema settico certificato EPA o di allaccio alla rete fognaria entro diciotto mesi. L’adeguamento costa in media 28.000 dollari a famiglia, secondo il rapporto 2023 del Maui County Environmental Office. Tuttavia, nelle proprietà acquistate da Jeff Bezos, Larry Ellison e altre figure dell’hi-tech, gli ispettori hanno rilevato scarichi diretti in condotti temporanei non registrati. La giustificazione ricorrente è che si tratti di “soluzioni provvisorie” in attesa dei permessi edilizi completi.

L’assenza di sanzioni immediate ha alimentato il malcontento tra i residenti permanenti. Le associazioni locali segnalano che oltre il 60% delle acque nere provenienti dalle zone più alte finisce nei terreni confinanti con villaggi turistici o aree agricole, contaminando pozzi privati.

L’ipotesi scomoda: rifiuti che viaggiano verso i vicini

Gli ingegneri incaricati dal Maui Water Board hanno individuato flussi anomali nelle canalizzazioni sotterranee condivise tra diversi lotti privati. In pratica, gli scarichi provenienti da alcune ville con vista oceano confluiscono in serbatoi situati su terreni limitrofi appartenenti a piccoli proprietari. Il problema nasce dall’assenza di mappature chiare delle linee preesistenti: molte risalgono agli anni ’70 e non sono mai state aggiornate.

Zona Sistemi irregolari stimati Costo medio adeguamento (USD)
Hana Coast 42 26.800
Kihei 17 29.200
Lahaina (pre-incendio) 23 25.400
Isola privata Lanai (Ellison) 9 31.600

I tecnici spiegano che un’infiltrazione prolungata può alterare i livelli batterici fino al +300% rispetto ai limiti fissati dall’Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense (EPA). In risposta, il Consiglio della Contea ha annunciato controlli incrociati tramite droni termografici per tracciare perdite occulte.

Dove finisce la responsabilità: villa privata o questione pubblica?

L’amministrazione locale deve decidere se considerare questi impianti come “strutture individuali autonome” o come parte del sistema collettivo dell’isola. La distinzione pesa perché determina chi paga la bonifica: nel primo caso i proprietari; nel secondo l’intera contea attraverso la tassa sui servizi ambientali, pari oggi all’1,8% del valore catastale annuale.

  • I contribuenti chiedono trasparenza sui costi effettivi dei lavori richiesti alle famiglie.
  • I gruppi ambientalisti propongono un fondo statale finanziato anche dai grandi proprietari.
  • I rappresentanti del turismo temono ricadute sull’immagine internazionale delle isole.

L’EPA stima che ogni mese circa 400 milioni di litri d’acqua contaminata raggiungano le barriere coralline hawaiane a causa degli scarichi domestici non trattati. I test effettuati nel 2024 mostrano valori superiori del 25% rispetto al decennio precedente.

Dalla villa al rubinetto: come gestire correttamente gli scarichi domestici

L’inchiesta ha riacceso l’interesse dei cittadini sulle pratiche quotidiane legate alla gestione dei reflui domestici. Gli esperti raccomandano controlli periodici delle fosse biologiche ogni tre anni e la sostituzione dei filtri entro cinque anni per evitare sversamenti invisibili ma costosi da riparare. Esistono incentivi federali fino a 10.000 dollari per aggiornare gli impianti obsoleti in aree costiere sensibili.

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Chi abita in contesti rurali può ridurre l’impatto installando sistemi aerobici compatti o soluzioni vegetali fitodepurative, già adottate con successo da diverse comunità hawaiane indipendenti dal turismo di lusso. La differenza tra chi investe nella manutenzione e chi la elude resta oggi uno degli indicatori più netti della disuguaglianza infrastrutturale negli Stati Uniti insulari.

Cosa cambia adesso: scadenze e controlli più serrati

A partire da gennaio 2025 il Dipartimento della Salute delle Hawaii renderà obbligatorio il registro digitale delle fosse settiche attive sull’intero arcipelago, con verifiche annuali automatizzate tramite satellite. Chi non presenterà il certificato d’idoneità entro marzo rischia multe fino a 50.000 dollari e sospensione dei permessi edilizi futuri.

Sull’isola dei miliardari si attende una reazione concreta: installare finalmente sistemi conformi o continuare a contare sulla discrezione amministrativa? Le famiglie locali osservano da vicino, consapevoli che la trasparenza sugli scarichi rivela molto più della pulizia dell’acqua stessa.

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