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Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Confisca del veicolo e 750€ di multa per i conducenti che detengono questo oggetto in auto

Nel primo semestre del 2024 sono stati registrati oltre 1.

800 sequestri di veicoli per violazioni legate a dispositivi vietati secondo i dati del Ministero dell’Interno.

La misura colpisce un comportamento apparentemente minore, ma con conseguenze pesanti: la confisca immediata del mezzo e una sanzione amministrativa di 750 euro. La norma, rinnovata con una circolare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, riguarda un oggetto che molti automobilisti continuano a portare con sé senza rendersi conto delle implicazioni legali.

Il divieto: quando l’accessorio in auto diventa reato

L’oggetto al centro della contestazione è il dispositivo anti-autovelox, anche nella forma di applicazioni o strumenti integrati nei navigatori satellitari. Il Codice della Strada, all’articolo 45 comma 9-bis, vieta «la detenzione e l’utilizzo di apparecchi atti a interferire con i sistemi di rilevamento della velocità».

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito che il semplice possesso in auto di tali dispositivi è sufficiente per configurare la violazione. Non serve che siano accesi o collegati: basta averli nel veicolo.

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Nel caso di accertamento da parte delle Forze dell’Ordine – Polizia Stradale o Carabinieri – scatta la confisca amministrativa immediata e una multa fissa da 750 euro, oltre alla decurtazione di 3 punti dalla patente.

Un provvedimento che divide: sicurezza o controllo eccessivo?

I sostenitori della misura sottolineano che questi strumenti compromettono la sicurezza stradale riducendo la percezione del rischio e favorendo comportamenti pericolosi. L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che la velocità è un fattore determinante in circa il 28% degli incidenti mortali registrati sulle strade italiane nel 2023.

Dall’altra parte, le associazioni degli automobilisti – tra cui ACI e Unione Nazionale Consumatori – parlano di provvedimento sproporzionato rispetto all’infrazione, evidenziando come molti dispositivi siano venduti legalmente online e non sempre chiaramente etichettati come “vietati”.

Cosa rischia realmente chi viene fermato

Infrazione Sanzione Conseguenza accessoria
Possesso dispositivo anti-autovelox 750 € Confisca veicolo + -3 punti patente
Uso durante la guida Fino a 3.000 € Sospensione patente fino a 3 mesi
Installazione permanente sul cruscotto Da 859 a 3.439 € Confisca obbligatoria dispositivo e veicolo

I controlli vengono effettuati soprattutto nelle aree extraurbane principali e lungo le autostrade. Le pattuglie utilizzano scanner digitali in grado di individuare la presenza di segnali elettronici sospetti anche con il motore spento.

L’effetto sorpresa dei controlli mirati sulle strade italiane

Dalla Lombardia alla Sicilia, le operazioni “Speed Control” coordinate dal Servizio Polizia Stradale hanno intensificato i controlli nelle ultime settimane. Solo nel mese di maggio sono stati rimossi più di 400 dispositivi illegali.

L’obiettivo dichiarato è dissuasivo: rendere più costoso aggirare le regole che rispettarle. Ma molti automobilisti si trovano coinvolti loro malgrado, spesso ignari del fatto che anche alcune app per smartphone rientrano nel divieto quando segnalano postazioni autovelox in tempo reale.

Cosa è ancora consentito tenere a bordo

  • I navigatori GPS standard (Google Maps, Waze) se usati solo per indicazioni stradali generiche;
  • I sistemi integrati nei veicoli approvati dal costruttore che non interferiscono con radar o telecamere;
  • I dispositivi di assistenza alla guida omologati secondo il regolamento UE n. 2019/2144;
  • L’utilizzo delle mappe statiche aggiornate senza segnalazioni dinamiche dei controlli.

I prossimi passi normativi e le alternative legali

L’Autorità Garante della Concorrenza sta valutando insieme al MIT l’introduzione di un’etichetta obbligatoria per i dispositivi elettronici potenzialmente interferenti con i radar. L’obiettivo è evitare ambiguità commerciali che hanno finora favorito vendite inconsapevoli.

Chi desidera monitorare i limiti di velocità può affidarsi alle banche dati ufficiali pubblicate dai Comuni e consultabili liberamente sui portali istituzionali. Secondo ANAS, oltre l’82% delle postazioni fisse è già segnalato da cartellonistica visibile almeno 150 metri prima del punto di controllo.

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L’equilibrio tra libertà individuale e tutela collettiva resta fragile: ogni nuova sanzione lo ridefinisce, ricordando agli automobilisti che anche un piccolo oggetto lasciato nel vano portaoggetti può trasformarsi in un problema molto grande.

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