Ogni anno la classifica internazionale “World’s Best Beaches” premia le località costiere più spettacolari del pianeta. Per la prima volta una spiaggia spagnola si è imposta in cima a tutte, battendo destinazioni caraibiche e asiatiche. È un riconoscimento che dice molto sul cambiamento del turismo e sul modo in cui gli europei scelgono oggi il proprio angolo di paradiso.
Quando il paradiso è in Galizia
Non è nelle Baleari né alle Canarie, ma nella provincia di Pontevedra, all’interno del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche della Galizia. La spiaggia de Rodas, sull’isola di Cíes, è stata incoronata “più paradisiaca al mondo” dalla rivista National Geographic Travellers Awards 2024. Sabbia bianca finissima, dune protette e acqua turchese ne fanno un luogo dove il numero massimo di visitatori giornalieri è limitato a 1800 persone per evitare l’erosione ambientale.
L’accesso richiede un permesso rilasciato dall’Ente Parques Nacionales e la prenotazione del traghetto dal porto di Vigo o Baiona. Un sistema che riduce l’impatto turistico e garantisce un’esperienza più autentica rispetto alle spiagge sovraffollate delle coste mediterranee.

Il modello di gestione che divide i turisti
Questa regolamentazione stringente ha creato due fronti: da una parte chi apprezza l’approccio sostenibile, dall’altra chi denuncia un’eccessiva selezione economica. Il biglietto d’ingresso con trasporto incluso varia da 20 a 40 euro a persona, secondo le tariffe diffuse dall’autorità portuale galiziana nel giugno 2024.
TendenzeQuesto rito di novembre che cambia tutto in giardino è un gesto discreto che risveglia il suolo e promette un raccolto abbondante in primaveraI dati dell’Istituto Turístico Español segnalano che la presenza straniera sulle Cíes è cresciuta del 27% in tre anni, nonostante i limiti numerici. Un segnale che la scarsità può aumentare il desiderio: meno accesso, più attrattiva.
Acqua cristallina e sabbia bianca, ma dietro c’è la scienza
L’Universidad de Vigo ha condotto nel 2023 una serie di analisi sulla qualità dell’acqua delle Cíes registrando valori di purezza batteriologica inferiori a 50 UFC/100 ml, tra i migliori d’Europa. Le correnti atlantiche e l’assenza di scarichi industriali contribuiscono a mantenere la trasparenza quasi assoluta.
- Sabbia composta al 98% da quarzo fine
- Indice medio di salinità: 35 PSU
- Temperatura superficiale estiva: 18-20°C
- Livello annuale di erosione inferiore allo 0,5%
Dati che spiegano perché fotografi naturalisti e registi scelgano spesso questo scenario per documentari dedicati alla biodiversità marina atlantica.
Dalla cucina locale alla cura quotidiana del turista
Nell’isola non esistono resort o catene alberghiere: solo campeggi regolamentati e piccoli chioschi gestiti da cooperative locali. Qui il comfort si misura nella semplicità: piatti tipici come il polpo alla gallega o le empanadas vengono preparati con prodotti provenienti dalle stesse Rías Baixas. Una filiera corta che garantisce freschezza e riduce sprechi energetici legati ai trasporti.
I visitatori sono invitati a riportare indietro tutti i rifiuti prodotti; nessun contenitore viene lasciato sull’isola dopo le ore 19. È una logistica quotidiana che impone attenzione anche nelle abitudini minime – dall’uso delle borracce riutilizzabili alla scelta dei solari biodegradabili raccomandati dal Ministero per la Transición Ecológica.

L’effetto imitazione sulle altre coste spagnole
Dopo l’annuncio del riconoscimento internazionale, regioni come Andalusia e Valencia hanno avviato studi per replicare il modello Cíes su tratti costieri ad alto pregio ambientale. Il Ministero del Turismo ha stanziato nel bilancio 2025 circa 18 milioni di euro per progetti pilota volti a limitare gli accessi giornalieri nelle aree più sensibili.
| Regione | Spiaggia coinvolta | Limite giornaliero previsto |
|---|---|---|
| Andalusia | Playa de los Muertos (Almería) | 2500 persone |
| Valencia | Cala Granadella (Jávea) | 1500 persone |
| Baleares | Cala Macarelleta (Menorca) | 1200 persone |
L’obiettivo dichiarato è conciliare redditività turistica e tutela ecologica. Ma resta aperta la questione sociale: chi potrà permettersi l’accesso ai nuovi paradisi regolamentati? La risposta dipenderà dai prezzi e dalla trasparenza dei sistemi di prenotazione.

