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Questo metodo giapponese permette di asciugare i vestiti in pochissimo tempo

Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’energia, il 42% delle famiglie italiane utilizza un’asciugatrice almeno tre volte a settimana, con un consumo medio di 3 kWh per ciclo.

Un’abitudine quotidiana che pesa sulla bolletta

In Italia, asciugare il bucato in inverno rappresenta una sfida domestica e un costo non trascurabile. Le basse temperature e l’umidità aumentano i tempi di asciugatura naturale, spingendo milioni di famiglie verso soluzioni elettriche energivore. Secondo le stime di ARERA, un uso regolare del dryer può incidere fino al 12% sul totale della spesa elettrica mensile.

Ma la difficoltà non riguarda solo l’aspetto economico: il tempo di asciugatura prolungato può favorire la comparsa di odori sgradevoli e batteri nei tessuti. Ecco perché cresce l’interesse verso metodi alternativi, più sostenibili e meno costosi.

Dal Giappone arriva una soluzione ingegnosa

In molte abitazioni giapponesi lo spazio è limitato e gli elettrodomestici ingombranti come l’asciugatrice sono rari. Per questo, nel tempo si è sviluppata una tecnica domestica che ottimizza la disposizione dei capi durante il processo di asciugatura naturale. L’obiettivo è favorire la circolazione dell’aria tra i tessuti senza ricorrere a dispositivi elettrici.

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Il principio è semplice: cambiare la disposizione tradizionale dei vestiti sullo stendino per creare una forma più aerodinamica che consenta all’aria di circolare liberamente. La disposizione alternata tra capi lunghi e corti riduce il ristagno di umidità e accelera la perdita d’acqua dai tessuti.

L’efficacia dimostrata da test comparativi

Analisi condotte dal Japan Consumer Center hanno mostrato che questa tecnica consente un’asciugatura fino al 35% più rapida rispetto alla disposizione classica su filo lineare. In condizioni di temperatura interna intorno ai 20 gradi con umidità superiore al 60%, il tempo medio per asciugare una camicia passa da otto a poco più di cinque ore.

Metodo Tempo medio (ore) Consumo elettrico
Tecnica giapponese 5,2 0 kWh
Asciugatrice domestica 1,1 3 kWh
Senza metodo specifico 8,0 0 kWh

I risultati evidenziano come la differenza non sia solo energetica ma anche qualitativa: i capi trattati con metodo naturale mantengono meglio le fibre e riducono la necessità di stiratura successiva.

Dove e come applicarla in casa propria

L’efficacia dipende dalla collocazione dello stendino. Gli esperti consigliano ambienti ben ventilati o esposti alla luce naturale: corridoi ampi, finestre orientate a sud o zone vicine ai termosifoni. Evitare invece bagni o cucine dove l’umidità resta elevata anche dopo ore.

  • Sospendere i capi su singoli appendiabiti distanziati tra loro.
  • Collocare gli indumenti lunghi alle estremità e quelli corti al centro per creare una linea curva.
  • Mantenere almeno dieci centimetri tra un capo e l’altro per favorire il passaggio d’aria.
  • Aumentare leggermente la temperatura ambiente nelle prime due ore per accelerare l’evaporazione iniziale.

L’adattamento a spazi ridotti è immediato: basta un bastone telescopico fissato sotto una mensola o all’interno della doccia quando non in uso. Alcune catene giapponesi vendono sistemi pieghevoli pensati proprio per questa tecnica domestica.

L’impatto ambientale ed economico per le famiglie italiane

Sostituire anche solo metà dei cicli settimanali dell’asciugatrice con questo metodo potrebbe far risparmiare circa 80 euro annui a famiglia, pari a oltre 300 milioni complessivi se adottato dal 20% delle abitazioni italiane. Il minor consumo energetico contribuirebbe inoltre a ridurre le emissioni legate alla produzione elettrica, stimabili in 50 mila tonnellate di CO₂ all’anno secondo dati ISPRA.

L’adozione diffusa richiede però un cambiamento culturale: tornare ad apprezzare tempi domestici più naturali e pratiche antiche adattate alla vita moderna. Il punto non è solo economico, ma anche ecologico e sanitario — meno energia sprecata significa meno aria secca negli ambienti chiusi e minore usura dei tessuti sintetici.

Dalle abitudini individuali alle scelte collettive

I grandi marchi dell’elettronica stanno già osservando queste tendenze: Panasonic ha introdotto modelli ibridi che combinano ventilazione controllata e disposizione modulare dei capi ispirata al metodo nipponico. Parallelamente alcune amministrazioni comunali stanno promuovendo campagne informative per ridurre i consumi energetici domestici attraverso gesti quotidiani semplici ma efficaci.

L’inverno sarà sempre sinonimo di bucato difficile da gestire, ma forse il futuro del risparmio energetico comincia proprio da uno stendino disposto in modo diverso. Un piccolo gesto che può cambiare molto nella vita domestica italiana.

Informazioni utili per chi vuole provare subito

I rivenditori italiani propongono oggi accessori compatibili con questa pratica: aste telescopiche regolabili dai 90 ai 160 cm (circa 25 euro), supporti pieghevoli da parete (tra 30 e 60 euro) o mini ventilatori silenziosi dedicati al flusso d’aria direzionato (potenza inferiore a 20 W). Tutti strumenti che consentono di replicare fedelmente la logica giapponese senza modifiche strutturali alla casa.

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Nell’attesa che le temperature si abbassino ancora, molte famiglie stanno già sperimentando questo approccio artigianale ma rigoroso: meno sprechi, meno rumore e vestiti pronti prima del previsto — semplicemente grazie a un po’ d’ordine geometrico nell’asciugatura quotidiana.

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