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Allerta: un derivato del petrolio molto pericoloso per la salute presente in questi alimenti

Secondo analisi indipendenti, oltre il 60% delle marche di prodotti vegetali confezionati contiene residui di un solvente industriale impiegato nell’estrazione degli oli, con concentrazioni fino a 10 mg/kg.

I risultati di diverse indagini condotte in Europa hanno riacceso l’attenzione su un tema che tocca direttamente le tavole delle famiglie: la presenza di derivati del petrolio in alimenti di largo consumo. La sostanza sotto accusa è l’esano, un solvente usato nell’industria alimentare per ottenere rese maggiori dagli oli vegetali. I controlli più recenti rivelano quantità preoccupanti in prodotti destinati anche ai bambini.

Un derivato del petrolio nascosto negli alimenti quotidiani

L’esano è un composto ottenuto dalla raffinazione del petrolio, comunemente utilizzato come agente di estrazione nelle produzioni di olio di soia, colza e girasole. Nonostante l’uso sia autorizzato entro certi limiti, la sua presenza residua nei prodotti finiti solleva interrogativi sulla sicurezza a lungo termine dell’esposizione alimentare.

Le autorità sanitarie europee indicano che i livelli residui dovrebbero essere inferiori a 1 mg/kg negli oli destinati al consumo diretto. Tuttavia, campioni prelevati da laboratori indipendenti mostrano valori superiori fino a dieci volte rispetto ai limiti consigliati.

Le aziende interessate sostengono che le tracce rilevate siano fisiologiche e non pericolose, ma diversi enti scientifici chiedono una revisione dei processi produttivi e maggiore trasparenza sulle etichette. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha già avviato una valutazione aggiornata delle soglie di sicurezza.

I prodotti più esposti secondo le analisi

I test effettuati su campioni reperiti nei supermercati italiani mostrano una concentrazione significativa del solvente in categorie considerate “di base” nell’alimentazione familiare. Le seguenti tipologie risultano più frequentemente contaminate:

  • Oli vegetali raffinati (soia, girasole, colza)
  • Margarine e creme spalmabili vegetali
  • Alimenti per l’infanzia a base lipidica
  • Integratori proteici con farine vegetali estratte

Anche i mangimi zootecnici contengono talvolta residui della stessa sostanza, con il rischio che il contaminante possa entrare nella catena alimentare attraverso uova, latte o carne. Alcuni Paesi del Nord Europa hanno già introdotto limiti più severi per questa ragione.

Effetti sulla salute: cosa dicono gli studi tossicologici

L’esposizione cronica all’esano è associata a disturbi neurologici e alterazioni ormonali. In ambito occupazionale è riconosciuto come neurotossico e può causare danni ai nervi periferici se inalato o ingerito in dosi elevate. Gli studi condotti dall’Istituto nazionale per la ricerca sulla sicurezza indicano che anche basse dosi ripetute nel tempo possono avere effetti cumulativi sull’organismo.

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Secondo i dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, concentrazioni superiori ai limiti raccomandati potrebbero incidere sul sistema riproduttivo e sullo sviluppo fetale. Per questo motivo alcuni Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea di rivedere i parametri attualmente in vigore.

Come ridurre l’esposizione domestica

I consumatori possono adottare strategie semplici per limitare il rischio di assunzione involontaria. Le più efficaci riguardano la scelta consapevole dei prodotti:

Categoria Alternativa consigliata
Olio di semi raffinato Olio extravergine spremuto a freddo certificato biologico
Margarina industriale Burro chiarificato o creme vegetali senza solventi
Latti vegetali economici Latti autoprodotti o marchi con processi meccanici dichiarati
Snack industriali fritti Prodotti cotti al forno o realizzati artigianalmente

Le etichette riportano raramente informazioni sui metodi estrattivi; scegliere fornitori che comunicano apertamente le proprie pratiche produttive resta quindi una delle poche garanzie concrete a disposizione dei cittadini.

L’intervento delle autorità e i possibili scenari futuri

Dopo la diffusione dei dati, alcuni ministeri della Salute europei hanno richiesto verifiche straordinarie nei siti di produzione e aggiornamenti dei protocolli di controllo qualità. Le associazioni dei consumatori chiedono l’introduzione dell’obbligo di indicare “olio estratto con solvente” sull’etichetta degli alimenti trasformati.

L’attesa ora è per il nuovo regolamento europeo sulle sostanze residue negli oli vegetali, previsto entro il primo trimestre del prossimo anno. Se approvato nella forma attuale, abbasserà i limiti ammessi e imporrà test periodici obbligatori alle aziende produttrici. Una misura che potrebbe cambiare radicalmente il mercato degli oli economici ma aumentare i costi al dettaglio.

Cosa significa per le famiglie italiane

L’allerta riguarda abitudini comuni: condire un’insalata con un olio economico o preparare merende a base di margarina sono gesti quotidiani apparentemente innocui. La differenza oggi risiede nella consapevolezza: sapere come viene prodotto ciò che si porta in tavola diventa un atto di tutela personale e collettiva.

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