I risultati di diverse indagini condotte in Europa hanno riacceso l’attenzione su un tema che tocca direttamente le tavole delle famiglie: la presenza di derivati del petrolio in alimenti di largo consumo. La sostanza sotto accusa è l’esano, un solvente usato nell’industria alimentare per ottenere rese maggiori dagli oli vegetali. I controlli più recenti rivelano quantità preoccupanti in prodotti destinati anche ai bambini.
Un derivato del petrolio nascosto negli alimenti quotidiani
L’esano è un composto ottenuto dalla raffinazione del petrolio, comunemente utilizzato come agente di estrazione nelle produzioni di olio di soia, colza e girasole. Nonostante l’uso sia autorizzato entro certi limiti, la sua presenza residua nei prodotti finiti solleva interrogativi sulla sicurezza a lungo termine dell’esposizione alimentare.
Le autorità sanitarie europee indicano che i livelli residui dovrebbero essere inferiori a 1 mg/kg negli oli destinati al consumo diretto. Tuttavia, campioni prelevati da laboratori indipendenti mostrano valori superiori fino a dieci volte rispetto ai limiti consigliati.
Le aziende interessate sostengono che le tracce rilevate siano fisiologiche e non pericolose, ma diversi enti scientifici chiedono una revisione dei processi produttivi e maggiore trasparenza sulle etichette. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha già avviato una valutazione aggiornata delle soglie di sicurezza.

I prodotti più esposti secondo le analisi
I test effettuati su campioni reperiti nei supermercati italiani mostrano una concentrazione significativa del solvente in categorie considerate “di base” nell’alimentazione familiare. Le seguenti tipologie risultano più frequentemente contaminate:
- Oli vegetali raffinati (soia, girasole, colza)
- Margarine e creme spalmabili vegetali
- Alimenti per l’infanzia a base lipidica
- Integratori proteici con farine vegetali estratte
Anche i mangimi zootecnici contengono talvolta residui della stessa sostanza, con il rischio che il contaminante possa entrare nella catena alimentare attraverso uova, latte o carne. Alcuni Paesi del Nord Europa hanno già introdotto limiti più severi per questa ragione.
Effetti sulla salute: cosa dicono gli studi tossicologici
L’esposizione cronica all’esano è associata a disturbi neurologici e alterazioni ormonali. In ambito occupazionale è riconosciuto come neurotossico e può causare danni ai nervi periferici se inalato o ingerito in dosi elevate. Gli studi condotti dall’Istituto nazionale per la ricerca sulla sicurezza indicano che anche basse dosi ripetute nel tempo possono avere effetti cumulativi sull’organismo.
Sicurezza AlimentareTutti scongelano male gli alimenti: ecco cosa dovresti fare secondo un’esperta di igiene alimentareSecondo i dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, concentrazioni superiori ai limiti raccomandati potrebbero incidere sul sistema riproduttivo e sullo sviluppo fetale. Per questo motivo alcuni Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea di rivedere i parametri attualmente in vigore.
Come ridurre l’esposizione domestica
I consumatori possono adottare strategie semplici per limitare il rischio di assunzione involontaria. Le più efficaci riguardano la scelta consapevole dei prodotti:
| Categoria | Alternativa consigliata |
|---|---|
| Olio di semi raffinato | Olio extravergine spremuto a freddo certificato biologico |
| Margarina industriale | Burro chiarificato o creme vegetali senza solventi |
| Latti vegetali economici | Latti autoprodotti o marchi con processi meccanici dichiarati |
| Snack industriali fritti | Prodotti cotti al forno o realizzati artigianalmente |
Le etichette riportano raramente informazioni sui metodi estrattivi; scegliere fornitori che comunicano apertamente le proprie pratiche produttive resta quindi una delle poche garanzie concrete a disposizione dei cittadini.

L’intervento delle autorità e i possibili scenari futuri
Dopo la diffusione dei dati, alcuni ministeri della Salute europei hanno richiesto verifiche straordinarie nei siti di produzione e aggiornamenti dei protocolli di controllo qualità. Le associazioni dei consumatori chiedono l’introduzione dell’obbligo di indicare “olio estratto con solvente” sull’etichetta degli alimenti trasformati.
L’attesa ora è per il nuovo regolamento europeo sulle sostanze residue negli oli vegetali, previsto entro il primo trimestre del prossimo anno. Se approvato nella forma attuale, abbasserà i limiti ammessi e imporrà test periodici obbligatori alle aziende produttrici. Una misura che potrebbe cambiare radicalmente il mercato degli oli economici ma aumentare i costi al dettaglio.
Cosa significa per le famiglie italiane
L’allerta riguarda abitudini comuni: condire un’insalata con un olio economico o preparare merende a base di margarina sono gesti quotidiani apparentemente innocui. La differenza oggi risiede nella consapevolezza: sapere come viene prodotto ciò che si porta in tavola diventa un atto di tutela personale e collettiva.



L’articolo dice tutto quello che i telegiornali non dicono mai 👏👏👏
C’è qualcuno qui che lavora nell’industria e può spiegare meglio?
I limiti legali cambiano ogni anno… chi ci capisce qualcosa?
Penso che serva più educazione alimentare nelle scuole 👩🏫👨🏫
Ho imparato una parola nuova oggi: “esano”. Non so se esserne felice 😂
Sinceramente preferisco pagare 2 euro in più per dormire tranquilla 😌
A volte i media ingigantiscono tutto… vedremo cosa dice l’EFSA ufficialmente.
L’ho condiviso subito con amici e parenti. Tutti scioccati!
I bambini meritano alimenti puri e trasparenti. Punto.
Certe ditte dovrebbero vergognarsi pubblicamente!!! 😡
Nella prossima spesa controllerò tutte le etichette con attenzione!
Mmmh… e pensare che lo stesso solvente si usa nei carburanti. Che schifo 🤮
Bella analisi tecnica, bravi! Non troppo lunga né noiosa 👍
Tutti preoccupati dell’esano ma poi fumano… coerenza zero eh 😅
A volte mi chiedo se mangiare sano sia ancora possibile oggi 🤷♀️
Ehi ma qualcuno sa se anche nei biscotti c’è rischio?
Spero almeno che i produttori italiani rispettino i limiti imposti.
Certo che “olio estratto con solvente” suona proprio male sulla confezione 😂
L’articolo mi ha lasciata senza parole. Devo rivedere tutta la dispensa!
Maledetta industria alimentare, basta con questi trucchi chimici 😤
Pensavo fosse un pesce d’aprile… invece è tutto vero 😳
Avevo letto qualcosa di simile in Francia mesi fa. La situazione è europea allora!
Cerchiamo di non drammatizzare però: le dosi fanno il veleno.
Dovremmo fare petizioni per obbligare all’etichettatura chiara!!! 💪
Tanto rumore per nulla? Non credo proprio…
Mia nonna diceva sempre: “meno ingredienti c’è scritto, meglio è” — aveva ragione 😉
Tutto molto interessante ma servono soluzioni pratiche per noi consumatori comuni.
Ma poi, chi decide quant’è “sicuro”? 1 mg/kg sembra poco ma lo ingeriamo ogni giorno!
Spero che i controlli straordinari portino risultati concreti e non solo chiacchiere!
Lavoro in laboratorio: sì, l’esano lascia tracce misurabili negli oli raffinati.
Bello trovare articoli ben documentati come questo 👌
C’è chi dice che “è tutto sicuro”, ma io non ci credo più. 😒
I limiti europei spesso sono troppo alti rispetto alla realtà dei consumi quotidiani.
“Derivato del petrolio” fa già paura solo a leggerlo…
Certe volte penso che sarebbe meglio tornare all’olio fatto in casa come una volta.
L’articolo mi ha fatto riflettere, grazie davvero 🙏
Purtroppo finché la gente compra solo ciò che costa meno, le aziende continueranno così.
Mi chiedo se cucinando si elimini il residuo o resta comunque?
Se l’hanno trovato anche nei mangimi animali siamo fritti (letteralmente) 😂
Ecco perché certi oli costano così poco…
I costi saliranno? Pazienza, meglio spendere un po’ di più che ammalarsi.
Spero che il nuovo regolamento europeo sia davvero più severo.
Tutto vero, lavoro nel settore alimentare e confermo: l’esano si usa eccome.
Ottimo articolo, serve più consapevolezza su questi temi!
Come faccio a sapere se nel mio olio c’è residuo di esano?
E pensare che usiamo la margarina “per stare leggeri” 😅 ironia della sorte.
Mamma mia, non ci si può fidare più di nulla ormai.
Ci sarà un elenco di marchi “puliti”? Sarebbe utile!
Sembra quasi una teoria del complotto contro l’industria degli oli…
Complimenti al giornalista, testo chiaro e dettagliato 👏
Poveri bambini… sempre loro a pagare le conseguenze 😢
L’EFSA finalmente si muove! Meglio tardi che mai.
Forse è esagerato dire “molto pericoloso”, ma qualche dubbio resta.
Che rabbia leggere certe cose 😠 ci trattano come cavie!
Io già non mi fidavo delle margarine, ora ho la conferma.
Scommetto che dopo questa notizia i prezzi del bio saliranno ancora!
Chissà se anche le grandi marche italiane usano questo solvente…
Ne parlavano anche in TV, ma nessuno spiega davvero quanto sia rischioso.
Grazie per l’articolo, mi informerò meglio sulle marche che uso.
L’esano… mai sentito prima d’ora. Suona più come un personaggio dei fumetti 😅
Queste notizie fanno venire voglia di coltivarsi tutto da soli!
Io uso solo olio extravergine biologico e dormo tranquillo 😊
Non capisco perché non obblighino a scrivere tutto sull’etichetta 🤔
Accidenti, pure nei prodotti per bambini… che vergogna!
Ma quindi l’olio di semi che compro al supermercato è pericoloso?
Ottimo reportage! Finalmente qualcuno ne parla apertamente.
Siamo sempre più avvelenati senza saperlo 😡
Mi sembra un po’ allarmistico… i controlli europei non dovrebbero garantire la sicurezza?
Articolo molto interessante, grazie per aver condiviso queste informazioni importanti.
Non avevo idea che l’esano fosse usato negli oli! Ma allora cosa possiamo mangiare in sicurezza?