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Questo errore che molti fanno con il telefono durante l’inverno può costare caro

Ogni inverno più del 60% degli utenti segnala cali improvvisi di autonomia e blocchi imprevisti dello smartphone a temperature inferiori a 0 gradi, con conseguenze economiche non trascurabili.

I telefoni non amano il freddo

Le batterie agli ioni di litio, presenti nella quasi totalità dei telefoni in commercio, perdono fino al 30% di efficienza quando la temperatura scende sotto i 5 °C. Questo significa meno autonomia e più rischio di spegnimenti improvvisi.

In Italia, secondo i dati raccolti da diversi centri assistenza, i guasti legati al freddo aumentano del 18% nei mesi tra dicembre e febbraio. Le celle interne si irrigidiscono, rallentando le reazioni chimiche necessarie per alimentare lo schermo e i processori.

L’effetto è amplificato nei modelli più datati o nei dispositivi lasciati per ore in ambienti esterni come auto parcheggiate o zaini esposti alle basse temperature.

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Telefono spento per freddo su un tavolo innevato

L’abitudine sbagliata che danneggia il telefono

Molti utenti cercano di “riscaldare” rapidamente il dispositivo dopo averlo usato all’aperto, ad esempio appoggiandolo vicino a una fonte di calore o collegandolo subito al caricabatterie. È proprio questo gesto che può costare caro.

Il passaggio brusco dal freddo al caldo provoca condensa interna: minuscole gocce d’acqua che si formano sulla scheda madre e possono causare cortocircuiti. I centri tecnici dei principali marchi – tra cui Apple, Samsung e Xiaomi – segnalano ogni anno centinaia di casi riconducibili a questo errore domestico.

La differenza termica non deve superare i 10-12 gradi al minuto; superata questa soglia aumenta il rischio di danni permanenti ai componenti elettronici sensibili.

Cosa fare invece

  • Tenere lo smartphone in una tasca interna, vicino al corpo, per mantenerlo sopra i 10 °C.
  • Attendere almeno 30 minuti prima di ricaricarlo dopo essere stati all’aperto.
  • Usare cover isolanti o pouch termiche progettate per le attività invernali.

I costi di una disattenzione

Sostituire una batteria danneggiata da shock termico costa mediamente tra 60 e 120 euro, mentre un circuito ossidato può richiedere interventi da oltre 200 euro. Le garanzie standard non coprono questo tipo di danno perché classificato come uso improprio.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, la maggior parte delle contestazioni riguarda proprio il rifiuto dell’assistenza gratuita per “infiltrazioni dovute a condensa”. Una clausola presente nei termini di tutti i principali produttori.

Tipo di danno Costo medio (euro) Copertura in garanzia
Batteria degradata dal freddo 80 No
Scheda madre ossidata 220 No
Sensore fotocamera guasto 150 Sì solo se difetto tecnico

Gli errori più comuni nelle famiglie durante l’inverno

Nelle case italiane è sempre più frequente vedere telefoni poggiati sui termosifoni o vicino ai camini per “asciugarli” dopo giornate umide o nevose. Un gesto apparentemente innocuo che accelera l’usura dei materiali plastici e compromette la tenuta degli adesivi interni usati per sigillare la scocca.

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Anche l’uso del navigatore in auto con riscaldamento diretto sul parabrezza crea un microclima sfavorevole: sbalzi termici continui tra parte anteriore calda e retro freddo del dispositivo. Gli esperti consigliano supporti ventilati o posizioni più riparate dal getto d’aria calda.

Tecnologia e prevenzione: cosa cambia nel 2025

I nuovi modelli annunciati dai principali produttori integrano sensori termici capaci di sospendere automaticamente la ricarica sotto gli 0 °C e avvisare l’utente con notifiche preventive. Una funzione già attiva su alcuni smartphone premium immessi sul mercato nel secondo semestre del 2024.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (ENEA) sta studiando materiali più stabili alle basse temperature, mentre associazioni come Altroconsumo chiedono etichette trasparenti sulle prestazioni energetiche reali dei dispositivi in condizioni invernali.

Precauzioni semplici ma decisive

Evitare condensazione, mantenere temperature moderate e ritardare la ricarica sono accorgimenti minimi che possono prolungare la vita dello smartphone anche oltre i quattro anni medi stimati dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni. Ogni piccolo gesto riduce sprechi tecnologici e spese non previste nei bilanci familiari stagionali.

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