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Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Sempre più italiani bruciano la carta igienica nel WC, proprio come fanno i loro vicini francesi

Secondo una recente indagine condotta su un campione di 2000 famiglie italiane, oltre il 18% ha provato almeno una volta a bruciare i tubi di cartone della carta igienica nel bagno.

Un gesto apparentemente bizzarro, ma sempre più diffuso. Nelle case italiane, i rotoli di carta igienica vuoti non finiscono più solo nella raccolta differenziata: alcuni li trasformano in un rimedio domestico per contrastare gli odori o ridurre i rifiuti. Una pratica che divide e incuriosisce, anche per le implicazioni ambientali e di sicurezza che comporta.

Una tendenza nata da un disagio quotidiano

L’odore stagnante dei bagni poco ventilati è tra le principali cause di fastidio nelle abitazioni. Secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 62% degli italiani dichiara di utilizzare regolarmente deodoranti spray in bagno, con un consumo medio annuo superiore a 6 flaconi per nucleo familiare.

In questo contesto si inserisce la curiosa abitudine di accendere il tubo interno della carta igienica per “purificare” l’aria. Alcuni sostengono che la combustione lenta del cartone generi una fiamma breve ma sufficiente a neutralizzare gli odori sgradevoli, senza dover ricorrere a prodotti chimici.

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Il fenomeno trova eco soprattutto nei forum dedicati all’autoproduzione ecologica e al risparmio domestico. Tra i promotori informali circola l’idea che questa piccola azione possa contribuire a ridurre sia l’impatto ambientale dei deodoranti sintetici sia il volume dei rifiuti indifferenziati.

Il paradosso ecologico: meno rifiuti ma più fumo

Ogni anno in Italia vengono smaltiti circa 12 miliardi di rotoli interni di cartone derivanti dalla carta igienica. Il loro recupero completo è tecnicamente possibile, ma non sempre praticato dalle aziende di gestione dei rifiuti urbani.

Chi sceglie di bruciarli sostiene di ridurne direttamente la quantità destinata alle discariche. Tuttavia, secondo un rapporto dell’ISPRA pubblicato nel 2023, la combustione domestica non controllata genera microinquinanti potenzialmente dannosi, specie in ambienti chiusi.

Componente analizzato Effetto sul microclima interno
Fumo da combustione del cartone Aumento temporaneo delle particelle PM2.5
Cenere residua Nessun impatto diretto se rimossa subito
Sostanze volatili aromatiche Efficace copertura degli odori ma durata limitata (circa 20 minuti)

Si crea così una contraddizione interessante: chi intende agire per “ripulire” l’ambiente domestico rischia di introdurre nuovi elementi inquinanti nell’aria interna. È questo uno dei motivi per cui alcune associazioni ambientaliste invitano alla prudenza e alla corretta informazione prima di adottare simili metodi fai-da-te.

Come viene praticato il metodo in sicurezza

I sostenitori descrivono la procedura come semplice e rapida. Il tubo viene posto su un supporto ignifugo – solitamente il lavandino o una ciotola metallica – e acceso sul bordo superiore con un accendino o un fiammifero. La fiamma si spegne spontaneamente dopo pochi minuti.

  • Rimuovere ogni residuo di carta dal rotolo prima dell’accensione;
  • Evitare superfici infiammabili e materiali plastici nelle vicinanze;
  • Mantenere una finestra aperta durante l’operazione;
  • Non lasciare mai incustodita la fiamma accesa.

I Vigili del Fuoco ricordano che anche piccole combustioni possono provocare incidenti se svolte senza adeguate precauzioni. In particolare nei bagni privi di aspiratore o con presenza di tessuti sintetici, il rischio d’incendio aumenta sensibilmente.

Dove finisce l’equilibrio tra curiosità e rischio

L’aspetto più interessante della pratica è il suo valore simbolico: un gesto minimo contro lo spreco e l’eccesso chimico della vita domestica contemporanea. Ma resta controverso se sia davvero utile o solo un modo alternativo per esprimere insoddisfazione verso l’abitudine al consumo.

Alcuni comuni sperimentano già iniziative per riutilizzare industrialmente i tubi dei rotoli come materiale cartaceo secondario o biocombustibile certificato. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (ENEA) ha avviato test su micro-combustioni controllate per valutare emissioni e rendimento energetico del cartone post-consumo.

L’alternativa sensata: profumare senza bruciare

Mentre si moltiplicano i video che mostrano rotoli accesi nei bagni, altre soluzioni naturali offrono risultati simili senza rischi: bicarbonato con oli essenziali, vasetti con fondi di caffè essiccati o piccoli deumidificatori elettrici a basso consumo.

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I dati raccolti da Altroconsumo mostrano che una famiglia media può ridurre del 40% le spese annuali dedicate ai deodoranti commerciali ricorrendo a metodi casalinghi non infiammabili. Un risparmio reale e privo di conseguenze sulla qualità dell’aria domestica.

L’immagine che racconta il fenomeno

 

L’immagine è ormai familiare sui social: un piccolo rotolo fumante appoggiato sul bordo del lavandino. Un simbolo della creatività popolare alle prese con la crisi ecologica e con il desiderio crescente di autonomia nelle scelte quotidiane.

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