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Addio multipresa: questa innovazione cambierà tutto

In Italia, oltre il 90 % delle famiglie utilizza almeno una multipresa per gestire i dispositivi elettrici domestici, ma una nuova tecnologia promette di renderle presto superflue.

La dipendenza dalle multiprese nelle case italiane

Negli ultimi dieci anni la quantità media di dispositivi elettronici per nucleo familiare è cresciuta del 40 %, costringendo milioni di persone ad affidarsi a ciabatte e prolunghe per alimentare elettrodomestici e caricabatterie.

Secondo i dati diffusi da Terna, il consumo elettrico domestico rappresenta ormai quasi un terzo della domanda nazionale. Le multiprese hanno permesso di far fronte a tale aumento, ma al prezzo di un rischio crescente di sovraccarichi e incidenti elettrici.

I vigili del fuoco segnalano ogni anno centinaia di casi legati a surriscaldamenti o connessioni improprie. In molte abitazioni la moltiplicazione dei cavi è diventata un simbolo del paradosso tecnologico: più comfort, ma più vulnerabilità.

Quando la praticità diventa pericolo

L’uso simultaneo di più apparecchi su una singola presa può generare correnti fino a 3 000 W, oltre la soglia consigliata dai produttori. Questo fenomeno, noto come “carico improprio”, è responsabile del 25 % degli incendi domestici di origine elettrica.

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I tecnici delle principali società di distribuzione raccomandano da tempo dispositivi con interruttore magnetotermico integrato, ma il mercato low cost rimane dominante. Il prezzo medio di una multipresa venduta online non supera gli 8 €, mentre un modello certificato CEI può costare il doppio.

In assenza di controlli sistematici, molte famiglie continuano a scegliere in base al prezzo. È qui che si apre lo spazio per una vera rivoluzione progettuale.

L’innovazione che cambia la regola del gioco

Le aziende del settore domotico hanno presentato una soluzione radicale: moduli murali intelligenti che sostituiscono le prese tradizionali e distribuiscono l’energia in modo dinamico tra i dispositivi collegati.

Ogni modulo è dotato di sensori che rilevano il consumo in tempo reale e regolano automaticamente la potenza. Il sistema dialoga con la rete Wi‑Fi domestica e consente il controllo da smartphone tramite un’app dedicata.

  • Rilevamento automatico dei picchi di tensione
  • Sospensione temporanea dell’alimentazione in caso di sovraccarico
  • Porte USB‑C integrate per ricariche rapide
  • Compatibilità con assistenti vocali

Il dispositivo pilota presentato da un gruppo europeo nel 2024 verrà commercializzato entro fine anno a un costo stimato tra i 60 e gli 80 € a modulo. Un investimento destinato soprattutto alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni con impianti domotici evoluti.

Dalla ciabatta al muro intelligente

L’obiettivo dichiarato è eliminare completamente la necessità delle multiprese portatili. I nuovi impianti distribuiranno energia solo dove serve, evitando sprechi e disordine visivo. Una casa senza grovigli di cavi diventa così non solo più sicura, ma anche più efficiente dal punto di vista energetico.

Soluzione Costo medio (€) Durata stimata (anni) Rischio sovraccarico
Multipresa standard 8 3‑5 Alto
Multipresa con protezione 15 6‑8 Medio
Presa modulare intelligente 70 10+ Basso

L’installazione richiede l’intervento di un tecnico abilitato e potrebbe beneficiare dei bonus edilizi destinati all’efficienza energetica. Alcuni produttori prevedono versioni plug‑in per adattare gradualmente gli impianti esistenti.

I nodi ancora aperti per famiglie e aziende

L’introduzione di prese smart solleva interrogativi sulla compatibilità con gli impianti datati e sui costi iniziali. Gli installatori segnalano che circa il 45 % degli edifici italiani ha cablaggi risalenti a più di vent’anni fa, fattore che complica l’integrazione immediata delle nuove tecnologie.

Anche le normative dovranno aggiornarsi: il Comitato Elettrotecnico Italiano sta lavorando a linee guida per uniformare le certificazioni dei moduli digitali. Nel frattempo, alcuni Comuni sperimentano incentivi locali per favorire l’ammodernamento degli impianti privati.

Dalla sicurezza all’estetica: un cambiamento culturale

L’abbandono delle multiprese non riguarda solo la sicurezza o l’efficienza energetica; rappresenta anche una questione estetica e ambientale. Meno plastica prodotta significa minore impatto sul ciclo dei rifiuti elettronici, stimato in oltre 20 000 tonnellate annue solo in Europa.

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L’innovazione promette dunque case più ordinate, consumi sotto controllo e una riduzione concreta dei rischi domestici. Se manterrà le promesse, la vecchia ciabatta finirà presto fra gli oggetti del passato tecnologico quotidiano.

Foto illustrativa: nuova presa modulare domestica

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