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Né il forno né la lavastoviglie: questo è l’elettrodomestico che consuma di più in cucina

Secondo i dati diffusi da ENEA, circa il 30 % dei consumi elettrici domestici avviene in cucina, e una singola apparecchiatura può incidere fino a 150 euro l’anno sulla bolletta.

Quando si parla di consumo energetico, la mente corre subito al forno o alla lavastoviglie. Eppure, l’apparecchio più dispendioso della cucina è spesso quello meno considerato, acceso molte ore al giorno e raramente monitorato. Capire quale sia e come gestirlo può fare la differenza tra una casa efficiente e una bolletta fuori controllo.

Il frigorifero: il motore sempre acceso della casa

In ogni abitazione resta in funzione 24 ore su 24. Secondo le analisi condotte dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), il frigorifero rappresenta da solo oltre il 15 % del consumo elettrico annuale domestico. Un modello standard da 300 litri consuma mediamente tra 250 e 400 kWh all’anno.

Il punto di tensione è evidente: mentre altri elettrodomestici funzionano solo per brevi periodi, il frigorifero non si ferma mai. La differenza di efficienza tra un modello vecchio e uno con etichetta A o B può superare i 100 kWh annui, equivalenti a circa 35 euro di risparmio sulla bolletta elettrica.

ENEA e Terna hanno sottolineato nei loro rapporti che gli apparecchi datati contribuiscono in modo significativo ai picchi di domanda elettrica estiva, quando i compressori lavorano al massimo regime a causa delle alte temperature ambientali.

Quanto incide sulla spesa familiare

I dati del Portale Offerte ARERA mostrano che una famiglia tipo con tariffa domestica residenziale paga mediamente 0,23 euro per kWh. Ciò significa che il frigorifero può costare tra 60 e 90 euro l’anno soltanto per restare acceso.

Classe energetica Consumo medio annuo (kWh) Costo stimato (€)
A 180 41
C 280 64
E 400 92

L’aspetto controverso riguarda il prezzo d’acquisto: un modello efficiente costa anche il doppio rispetto a uno tradizionale. Ma secondo le simulazioni dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il differenziale iniziale si ammortizza in meno di quattro anni grazie ai minori consumi elettrici.

L’effetto della temperatura e della manutenzione

Pochi gradi fanno la differenza. Impostare il termostato del frigorifero a +4°C e quello del freezer a –18°C riduce il fabbisogno energetico senza compromettere la conservazione degli alimenti. Ogni grado in meno comporta un aumento fino al 5 % dei consumi.

  • Sbrinare regolarmente gli scomparti evita che il ghiaccio agisca da isolante termico negativo.
  • Pulire le serpentine posteriori migliora lo scambio di calore e abbassa i tempi di funzionamento del compressore.
  • Mantenere almeno cinque centimetri di distanza dal muro favorisce la ventilazione naturale.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie raccomanda controlli periodici anche sulle guarnizioni: una perdita d’aria minima obbliga il motore a lavorare fino al 20 % in più del necessario.

L’impatto dell’etichetta energetica europea

Dal marzo 2021 è entrata in vigore la nuova scala unica da A a G per gli elettrodomestici venduti nell’Unione europea. Molti modelli precedentemente classificati A+++ sono ora indicati come C o D, senza variazioni tecniche ma con criteri più severi. L’obiettivo della Commissione europea è spingere i produttori verso tecnologie ancora più performanti entro il 2030.

Efficienza EnergeticaDa termosifoni a pompe di calore: differenze che si sentono dal primo giorno

I marchi leader – da Bosch a Whirlpool, passando per LG ed Electrolux – stanno progressivamente introducendo compressori inverter capaci di modulare la potenza in base al carico interno, riducendo fino al 40 % i consumi rispetto ai modelli on/off convenzionali.

Cosa possono fare le famiglie oggi

Scegliere un frigorifero ad alta efficienza resta la misura più immediata per tagliare i costi energetici domestici. Ma anche piccoli gesti quotidiani incidono concretamente: non introdurre cibi caldi, aprire lo sportello solo quando serve e posizionarlo lontano da fonti di calore come forno o lavastoviglie.

Il punto di svolta coincide con l’età dell’apparecchio: superati i dieci anni d’uso, la sostituzione diventa economicamente vantaggiosa nella maggior parte dei casi. Gli incentivi nazionali previsti dal Bonus mobili ed elettrodomestici consentono detrazioni fino al 50 % sull’acquisto se inserito in interventi di ristrutturazione certificati dall’Agenzia delle Entrate.

L’elettrodomestico invisibile ma decisivo nella transizione energetica domestica

Nessun altro apparecchio rappresenta meglio la sfida tra comfort e sostenibilità. Il frigorifero lavora silenziosamente tutto l’anno, ma sommandone gli effetti su milioni di abitazioni emerge un impatto collettivo rilevante sulla domanda elettrica nazionale. Gestirlo consapevolmente significa contribuire, nel concreto quotidiano delle cucine italiane, alla riduzione dei consumi complessivi del Paese.

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