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Tutti scongelano male gli alimenti: ecco cosa dovresti fare secondo un’esperta di igiene alimentare

Secondo una recente indagine del Ministero della Salute, oltre il 70 % delle famiglie italiane scongela gli alimenti in modo scorretto, esponendosi a rischi microbiologici evitabili.

In molte cucine italiane la fase dello scongelamento è trattata con leggerezza, quasi fosse un dettaglio. Eppure si tratta di un passaggio decisivo per la sicurezza di ciò che arriva nel piatto. Una biologa esperta di igiene alimentare spiega come le cattive abitudini possano trasformare un gesto quotidiano in un rischio reale per la salute domestica.

La temperatura sbagliata che rovina il cibo

Lasciare carne o pesce sul piano della cucina per ore resta una pratica diffusa. È anche quella più pericolosa. Tra i 4 °C e i 60 °C, chiamata “zona di rischio”, i batteri si moltiplicano in modo esponenziale ogni venti minuti.

Molti consumatori ignorano che a temperatura ambiente i microrganismi patogeni trovano le condizioni ideali per crescere. Alcuni studi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale mostrano che dopo due ore fuori dal frigorifero la carica batterica può aumentare fino a diecimila volte.

Il problema è accentuato nei mesi estivi, quando le temperature domestiche superano facilmente i 25 °C. In quelle condizioni, anche un breve tempo d’attesa può compromettere la sicurezza dell’alimento.

La soluzione più sicura resta il frigorifero

La modalità più efficace, spiegano i tecnologi alimentari dell’Università di Milano, è lo scongelamento lento in frigorifero, mantenendo costantemente la temperatura sotto i 5 °C. Richiede tempo, ma garantisce la stabilità microbiologica del prodotto.

Per pianificare correttamente i pasti conviene organizzarsi con anticipo: ad esempio spostare la carne dal freezer al frigorifero la sera precedente. Così si preservano gusto e consistenza senza compromettere la sicurezza.

I tempi medi di scongelamento

Tipo di alimento Tempo medio in frigorifero
Petti di pollo (500 g) 10-12 ore
Bistecca di manzo (250 g) 6-8 ore
Filetto di pesce (200 g) 4-5 ore
Piatto pronto o sugo 8-10 ore

Quando serve velocizzare: microonde o acqua fredda

Nelle situazioni d’urgenza il microonde può essere utile, ma solo utilizzando l’apposita funzione “defrost”. L’errore più comune è impostare una potenza troppo alta: il cibo comincia a cuocere ai bordi restando ghiacciato al centro.

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L’alternativa accettabile è l’immersione sigillata in acqua fredda corrente, cambiandola ogni trenta minuti. L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda questa procedura solo se l’alimento sarà cucinato immediatamente dopo.

  • Evitare l’acqua calda: accelera lo scongelamento ma favorisce la proliferazione batterica.
  • Mantenere sempre gli alimenti protetti da sacchetti a chiusura ermetica.
  • Cucinare subito dopo lo scongelamento rapido per evitare ricontaminazioni.

I cibi che non vanno mai ricongelati

Dopo lo scongelamento completo non si dovrebbe mai riporre nuovamente un alimento nel freezer. L’umidità liberata e le variazioni termiche alterano struttura e sicurezza del prodotto. Solo se l’alimento è stato cotto dopo lo scongelamento può essere nuovamente congelato in porzioni piccole e ben chiuse.

I controlli effettuati dai NAS hanno mostrato che più del 40 % dei campioni domestici ricongelati presentavano cariche batteriche superiori ai limiti consentiti dalle norme europee sul consumo sicuro. Un dato che evidenzia quanto sia sottovalutato questo passaggio.

Anche la fase di congelamento conta

Scongelare bene significa prima congelare correttamente. La soglia consigliata è -18 °C costanti, verificabili con un termometro da freezer. Temperature più alte riducono la durata ottimale degli alimenti e aumentano il rischio di alterazioni sensoriali.

L’imballaggio influisce direttamente sul risultato finale: l’aria residua provoca bruciature da freddo e perdita di sapore. Meglio usare contenitori rigidi o sacchetti specifici privati dell’aria prima della chiusura.

I tempi massimi consigliati di conservazione a -18 °C

Alimento Durata consigliata
Carne rossa 6-12 mesi
Pollame 8 mesi
Pesce magro 6 mesi
Pietanze cotte 3 mesi
Pane e prodotti da forno 1-2 mesi

Casi particolari: verdure e salse delicate

Certe preparazioni domestiche, come salse a base di latte o verdure ad alto contenuto d’acqua, reagiscono male al gelo. La separazione dei liquidi o la perdita di consistenza non dipendono dalla qualità del prodotto ma dalla sua composizione chimica.

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Nelle mense scolastiche e nei servizi catering si adottano protocolli specifici con abbattitori rapidi capaci di portare gli alimenti a -40 °C in meno di due ore: una tecnologia lontana dalle possibilità domestiche ma indicativa dell’importanza del controllo termico.

L’abitudine che fa la differenza tra rischio e sicurezza

Scongelare lentamente significa ridurre sprechi e malattie alimentari. La consapevolezza domestica resta però bassa: secondo Coldiretti solo un terzo delle famiglie conosce le regole basilari sulla catena del freddo. Un dato che invita a cambiare routine prima ancora delle etichette sui prodotti surgelati.

Alimenti correttamente scongelati su piatto refrigerato

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