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I rotoli di carta assorbente sono finiti: scopri il nuovo sostituto che ti sorprenderà

Ogni anno in Italia vengono consumati oltre 70 milioni di rotoli di carta assorbente, con una spesa media familiare che supera i 45 euro e un impatto ambientale crescente.

L’abitudine di strappare qualche foglio di carta assorbente per asciugare, pulire o sgrassare è così radicata da sembrare insostituibile. Ma il mercato domestico sta cambiando rapidamente: nuovi materiali, soluzioni lavabili e tecniche più sostenibili stanno mettendo in discussione la logica dell’usa e getta. Le famiglie si trovano così davanti a un bivio tra praticità e responsabilità.

L’uso quotidiano che pesa sull’ambiente

Secondo un’analisi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ogni rotolo di carta assorbente genera circa 150 grammi di rifiuti non riciclabili. In media, una famiglia ne utilizza tre alla settimana, pari a oltre 20 chili l’anno.

Il punto critico è nella filiera produttiva: per realizzare la cellulosa necessaria si stima l’abbattimento di circa 50.000 alberi all’anno solo per coprire il fabbisogno italiano. A ciò si aggiungono i costi energetici legati alla produzione e al trasporto, spesso ignorati dai consumatori.

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La crescente pressione normativa europea sulla riduzione dei prodotti monouso ha già colpito cannucce, piatti e posate in plastica; ora l’attenzione si sposta sui prodotti in carta destinati a breve utilizzo. Alcune catene della grande distribuzione hanno iniziato a ridurre gli scaffali dedicati ai rotoli tradizionali.

La svolta dei tessuti riutilizzabili

L’alternativa più diffusa arriva sotto forma di panni lavabili realizzati in bambù o cotone rigenerato. Sono prodotti già presenti sul mercato francese, tedesco e scandinavo, dove hanno raggiunto oltre il 30% della quota nelle vendite domestiche nel 2023.

I nuovi panni possono essere lavati fino a 200 volte, mantenendo buona capacità assorbente e resistenza. Una famiglia media può ridurre del 90% l’acquisto annuo di carta da cucina, con un risparmio stimato tra i 30 e i 40 euro l’anno.

Non mancano però le resistenze: chi teme la perdita di igiene o la fatica del lavaggio trova difficile abbandonare l’abitudine della carta pronta all’uso. I produttori rispondono con nuove linee antibatteriche certificate OEKO-TEX, pensate per garantire sicurezza anche dopo numerosi lavaggi.

Materiale Durata media Costo unitario Utilizzi stimati
Bambù rigenerato 12 mesi 6 € 200 lavaggi
Cotone biologico 8 mesi 4 € 150 lavaggi
Panno microfibra riciclata 10 mesi 5 € 180 lavaggi

Dove nasce il nuovo interesse delle famiglie italiane

I dati raccolti da Altroconsumo mostrano un incremento del 25% nelle vendite online di panni riutilizzabili nei primi sei mesi del 2024. Il fenomeno interessa soprattutto le famiglie urbane con bambini, spinte da motivi economici ma anche educativi.

Nelle aree metropolitane come Milano e Bologna diversi gruppi d’acquisto solidale hanno avviato campagne informative sull’impatto della carta assorbente, offrendo set riutilizzabili a prezzo ridotto. Le scuole primarie stanno introducendo progetti didattici sull’igiene domestica sostenibile, suggerendo alternative pratiche anche ai genitori.

I limiti della transizione ecologica domestica

La sostituzione totale non è immediata. Alcuni contesti – mense scolastiche, cucine professionali o ospedali – richiedono ancora materiali monouso per ragioni sanitarie. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il rischio è che l’eccessiva fiducia nei prodotti “eco” porti a un consumo maggiore se non accompagnata da reali cambiamenti nelle abitudini.

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Anche i costi iniziali frenano parte dei consumatori: un set completo può arrivare a 25 euro contro i pochi euro del classico pacco multiplo di rotoli usa e getta. Tuttavia la durata nel tempo attenua rapidamente questa differenza.

Cosa cambia davvero nella vita quotidiana

Sul piano pratico le nuove soluzioni si gestiscono come normali tessuti domestici: si lavano insieme agli asciugamani o ai panni cucina a temperature tra 40° e 60°. L’asciugatura naturale ne prolunga la durata, evitando stirature o additivi chimici.

  • Evitare candeggianti aggressivi che danneggiano le fibre naturali;
  • Mantenere una scorta di almeno dieci pezzi per rotazione settimanale;
  • Sostituire i panni solo quando perdono elasticità o capacità d’assorbimento.

L’Italia alla prova della sostenibilità domestica

Il passaggio dai rotoli usa e getta ai tessuti riutilizzabili segna una piccola ma significativa rivoluzione nei gesti quotidiani. La sfida sarà conciliare comfort e coscienza ecologica senza rinunciare all’efficacia nella pulizia. Se le previsioni del settore si confermano, entro il 2026 oltre metà delle famiglie italiane potrebbe dire addio alla carta assorbente tradizionale, lasciando spazio a una nuova normalità domestica più consapevole.

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