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Se fai la doccia tra 25 e 40 gradi, sei a rischio: questo batterio si sviluppa proprio nel box doccia

Secondo alcune analisi sanitarie, oltre il 60% delle famiglie italiane adotta abitudini di igiene domestica che possono esporre inconsapevolmente a rischi respiratori o cutanei durante la doccia.

La doccia è considerata un gesto di pulizia e benessere, ma alcune pratiche apparentemente innocue possono trasformarsi in vere minacce per la salute.

Temperature errate, materiali usurati o una cattiva manutenzione dell’impianto idrico possono creare condizioni favorevoli alla proliferazione di batteri e muffe. Capire come e perché accade è fondamentale per prevenire problemi che colpiscono ogni anno migliaia di persone.

Quando l’acqua diventa un veicolo invisibile di rischio

Studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità hanno evidenziato che nei soffioni delle docce domestiche si accumulano colonie di microrganismi potenzialmente patogeni. Tra questi, la Legionella pneumophila, responsabile di infezioni respiratorie acute, si sviluppa soprattutto tra i 25 °C e i 45 °C.

L’acqua stagnante nelle tubature poco utilizzate rappresenta un ambiente ideale per la moltiplicazione batterica. L’aerosol prodotto dal getto della doccia disperde microgocce contaminate che vengono inalate durante l’uso quotidiano. In particolare, gli anziani e le persone con difese immunitarie ridotte risultano più esposte.

Un’indagine europea condotta su oltre 5 000 campioni domestici ha riscontrato tracce di Legionella nel 12% dei casi analizzati. Una cifra sufficiente a sollevare interrogativi sulla sicurezza delle nostre abitudini più banali.

Il calcare, i detergenti e le guarnizioni: nemici silenziosi della salute

L’accumulo di calcare non è solo un problema estetico. Le incrostazioni creano microfessure dove si annidano batteri e residui organici difficili da eliminare con la pulizia ordinaria. I detergenti aggressivi, usati per contrastarli, rilasciano sostanze chimiche che reagiscono con il vapore caldo generando composti irritanti per le vie respiratorie.

  • I residui di candeggina e ammoniaca possono liberare clorammine tossiche;
  • I siliconi deteriorati rilasciano particelle plastiche nell’acqua;
  • I filtri anticalcare non sostituiti periodicamente perdono efficacia dopo circa 6 mesi.

Le analisi di diverse associazioni dei consumatori mostrano che solo il 37% delle famiglie effettua una manutenzione completa del bagno almeno due volte l’anno. Un dato che spiega l’aumento dei casi di dermatiti da contatto o irritazioni croniche legate all’ambiente umido domestico.

Il mito della doccia bollente e i rischi cardiovascolari

Molti italiani ammettono di preferire l’acqua molto calda come rimedio contro lo stress o il freddo invernale. Tuttavia, le ricerche mediche confermano che temperature superiori ai 40 °C provocano dilatazione improvvisa dei vasi sanguigni, con conseguente calo pressorio e svenimenti improvvisi nei soggetti predisposti.

ManutenzioneMettete un tappo di sughero nel frigorifero : a cosa serve e perché molti lo consigliano

Il Ministero della Salute raccomanda una temperatura compresa tra 36 °C e 38 °C per evitare sbalzi termici bruschi. Una differenza anche minima può incidere sul ritmo cardiaco, specialmente al risveglio quando il corpo è ancora in fase di adattamento fisiologico.

Come ridurre i rischi senza rinunciare al comfort

Evitare i pericoli non significa rinunciare al piacere della doccia quotidiana. Alcune precauzioni semplici possono abbattere sensibilmente i fattori di rischio:

Azione preventiva Frequenza consigliata Beneficio principale
Pulizia del soffione con aceto o disinfettante specifico Ogni 15 giorni Elimina biofilm batterici
Svuotamento dell’impianto dopo assenze prolungate Dopo 3 giorni d’inutilizzo Evita ristagni contaminanti
Sostituzione delle guarnizioni in gomma Ogni 12 mesi Riduce perdite e muffe nascoste
Temperatura massima dell’acqua impostata sul miscelatore termostatico Costante Previene scottature e shock termici

Dalle abitudini personali alla prevenzione collettiva

I comuni italiani più colpiti dai casi di legionellosi negli ultimi anni – Milano, Torino e Bologna – hanno introdotto linee guida specifiche per la manutenzione degli impianti condominiali. Le aziende idriche sono tenute a monitorare regolarmente la qualità dell’acqua distribuita, ma la responsabilità finale resta nelle mani dei singoli utenti domestici.

L’equilibrio tra comfort e sicurezza passa quindi da gesti quotidiani accurati: controllare la temperatura, ventilare adeguatamente il bagno e usare prodotti certificati privi di sostanze volatili nocive. È un impegno minimo rispetto ai rischi potenziali di un’abitudine tanto comune quanto sottovalutata.

L’illusione della routine: quando ciò che è familiare diventa pericoloso

Sotto il getto della doccia si cerca relax, ma l’abitudine può far dimenticare quanto fragile sia il confine tra benessere e rischio domestico. La consapevolezza tecnica – dai gradi dell’acqua alla pulizia del soffione – determina la differenza tra una semplice routine igienica e un atto potenzialmente dannoso per tutta la famiglia.

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