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Hai sempre usato male la carta stagnola: ecco perché e come utilizzarla correttamente

Secondo un’indagine condotta nel 2023, oltre il 78 per cento delle famiglie italiane utilizza la carta stagnola ogni settimana per cucinare o conservare alimenti, spesso in modo improprio.

Da decenni la carta stagnola è presente in ogni cucina, simbolo di praticità e versatilità. Eppure, un dettaglio visibile a tutti continua a essere frainteso: le due facce, una lucida e una opaca, non sono equivalenti. Il loro uso corretto può incidere sulla conservazione del cibo, sul consumo energetico e persino sulla sicurezza alimentare.

Le due facce della carta stagnola non sono identiche

Il processo industriale che porta alla produzione della carta stagnola prevede una laminazione doppia: da un lato il metallo resta più liscio e riflettente, dall’altro appare opaco. Questa differenza, spesso ignorata, modifica il comportamento termico del materiale.

Analisi condotte dal Centro Italiano Alluminio confermano che la superficie lucida riflette fino al 90 per cento del calore radiante, mentre quella opaca lo assorbe parzialmente. Una distinzione che cambia radicalmente la resa quando si tratta di conservare o riscaldare gli alimenti.

  • Superficie lucida: ideale per trattenere calore o rifletterlo all’interno di un involucro.
  • Superficie opaca: più adatta a isolare dal calore esterno e mantenere bassa la temperatura interna.

Come orientare correttamente le facce durante l’uso quotidiano

Nella pratica domestica, la scelta della faccia giusta dipende dalla temperatura dell’alimento. Per mantenere caldo un piatto appena preparato, la parte lucida va rivolta verso l’interno; per mantenere freddo un alimento o una bevanda, conviene fare l’opposto.

Tipo di alimento Lato interno consigliato Effetto ottenuto
Cibi caldi (arrosti, pasta) Lucido Maggior ritenzione del calore
Cibi freddi (insalate, frutta) Opaco Miglior isolamento dal calore esterno
Surgelati da trasportare Opaco Meno scioglimento durante il tragitto

Nella ristorazione questo principio è già applicato da anni. Gli imballaggi termici dei pasti d’asporto sfruttano infatti l’alternanza delle superfici per prolungare la temperatura ideale del cibo senza ricorrere a fonti energetiche aggiuntive.

Cottura al forno: quando la stagnola diventa un rischio

L’impiego della carta stagnola in forno solleva oggi interrogativi legati alla salute. Diverse analisi pubbliche hanno rilevato tracce di metallo nei cibi sottoposti a temperature superiori ai 200 gradi Celsius. L’alluminio può trasferirsi negli alimenti in quantità variabile a seconda dell’acidità del piatto e della durata della cottura.

L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda prudenza soprattutto con pomodoro, limone o salse a base acida: queste sostanze accelerano la migrazione dei metalli. Per limitare il rischio si suggerisce di:

  • Evitare il contatto diretto tra carta stagnola e alimenti acidi;
  • Sostituire con contenitori in vetro o acciaio smaltato sopra i 180 gradi;
  • Utilizzare carta da forno come barriera protettiva.

Un alleato utile se gestito con criterio

L’alluminio resta un materiale riciclabile al 100 per cento senza perdita di qualità. In Italia il tasso di recupero supera il 70 per cento secondo i dati CIAL aggiornati al 2023. Tuttavia il suo impiego scorretto comporta sprechi energetici e rischi evitabili.

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La consapevolezza d’uso — dalla scelta della faccia all’attenzione durante la cottura — può trasformarlo da semplice abitudine domestica a strumento efficace per ridurre consumi e garantire maggiore sicurezza alimentare nelle case italiane.

I limiti e le alternative sostenibili

Sul mercato emergono alternative come le pellicole riutilizzabili in cera d’api o i contenitori ermetici in vetro borosilicato. Offrono minori dispersioni termiche e nessun rilascio di residui metallici. La loro diffusione rimane però marginale rispetto ai 25 milioni di rotoli di alluminio venduti ogni anno nel Paese.

L’equilibrio tra praticità e sicurezza passa dunque attraverso scelte informate: conoscere le proprietà fisiche di un materiale così comune significa usarlo meglio e ridurne l’impatto ambientale senza rinunciare alla comodità quotidiana.

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