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Squat: i 3 errori che ti impediscono di sviluppare glutei davvero forti

Secondo un’indagine condotta su oltre 1200 praticanti, il 68% non riesce a migliorare la forza dei glutei dopo sei mesi di allenamento regolare con squat, segno di errori diffusi nella tecnica.

Trascurare il controllo del tronco compromette la crescita muscolare

Molti eseguono lo squat concentrandosi solo sul carico, dimenticando che la forza parte dal centro del corpo. Senza un adeguato controllo del tronco, l’energia generata non si trasferisce ai glutei in modo efficace.

Un’eccessiva lordosi o una respirazione disordinata aumentano la pressione sulla zona lombare e riducono la stabilità dell’intero movimento.

La ricerca biomeccanica dell’Università di Padova ha mostrato che un corretto ingaggio addominale può aumentare del 15% l’efficacia della spinta nella fase di risalita.

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Per ottenere una base solida, occorre inspirare profondamente prima della discesa e mantenere le costole allineate al bacino. Il corpo lavora come un blocco unico: meno dispersione di energia, più lavoro utile sui glutei.

La posizione delle braccia influenza direttamente l’attivazione dei glutei

Il posizionamento della barra e delle braccia determina quanto stabile sarà l’esercizio. Una barra troppo alta o caviglie poco mobili inducono compensazioni che riducono il reclutamento dei muscoli posteriori.

I preparatori atletici della Federazione Italiana Pesistica segnalano che il 40% degli errori nello squat deriva da una cattiva gestione delle spalle e dei gomiti. Spingere i gomiti verso il busto e creare tensione tra le scapole consente di formare una “mensola” naturale per sostenere la barra.

Questo dettaglio tecnico aumenta la sicurezza dell’esecuzione e permette di concentrare lo sforzo sui glutei, non sulle articolazioni superiori. La stabilità della parte alta è ciò che rende possibile la potenza della parte bassa.

Schema di posizionamento consigliato

Elemento Indicazione pratica
Posizione dei gomiti Rivolti verso il basso e vicini al busto
Presa sulla barra Stretta ma non rigida, senza tensione ai polsi
Attivazione scapolare Scapole addotte per creare supporto stabile
Trazione dorsale Mantenuta durante tutto il movimento

L’appoggio dei piedi decide se lo squat lavora o no sui glutei

Troppe persone scaricano il peso sui talloni per paura di cadere in avanti, alterando così l’asse del movimento. Questo errore riduce fino al 25% l’attivazione dei glutei rispetto a uno schema equilibrato sul piede intero.

I fisioterapisti sportivi consigliano di mantenere tre punti di contatto costanti: tallone, base dell’alluce e mignolo. Questa distribuzione garantisce un flusso continuo di forza dal pavimento al bacino.

  • Evitare oscillazioni laterali del ginocchio durante la discesa
  • Mantenere pressione uniforme sull’intera pianta del piede
  • Aggiustare gradualmente l’apertura delle punte secondo la propria mobilità
  • Verificare periodicamente con video o specchio la simmetria del gesto
  • Scegliere scarpe con suola piatta per massima aderenza al suolo

Progressione controllata: più efficacia, meno rischio

Aumentare i carichi senza consolidare la tecnica è la scorciatoia più comune verso infortuni e stagnazione. I dati raccolti da centri fitness italiani mostrano che chi incrementa il peso in modo progressivo (massimo +5% a settimana) migliora forza e volume muscolare in tempi più brevi.

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L’ascolto del corpo resta centrale: rallentare la fase eccentrica, variare la larghezza dei piedi o utilizzare pause isometriche stimola diverse fibre muscolari. Le variazioni metodiche mantengono alto lo stimolo adattivo senza stress eccessivo.

L’importanza dell’occhio esterno per correggere gli automatismi errati

Anche gli atleti esperti tendono a sviluppare abitudini posturali difficili da percepire autonomamente. Un’analisi periodica da parte di un istruttore qualificato consente di individuare micro-errori invisibili allo specchio ma determinanti nel lungo periodo.

Nelle palestre dove viene effettuata una revisione tecnica mensile, i casi di dolore lombare o infiammazione al ginocchio si sono ridotti del 37%. Un approccio sistematico alla correzione motoria trasforma lo squat da semplice esercizio a strumento reale di salute articolare.

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