Il materiale che isola più di quanto sembri
Conosciuto per avvolgere gli oggetti fragili, il pluriball è in realtà un eccellente isolante termico. La sua struttura a bolle d’aria trattiene il calore e riduce la dispersione termica, un principio fisico semplice ma efficace. Utilizzato nel giardinaggio, può creare una barriera contro il freddo eccessivo e il vento gelido senza impedire la traspirazione del terreno.
Nelle prove condotte da piccoli orticoltori lombardi nel 2023, la temperatura del suolo coperto con questo materiale è risultata mediamente superiore di 2,4 gradi rispetto all’aria esterna nelle notti più rigide. Una differenza che può decidere la sopravvivenza o meno di alcune specie delicate.

Piante che non tollerano il gelo
Non tutte le specie reagiscono allo stesso modo al freddo. Agrumi in vaso, rose rampicanti e giovani alberi da frutto sono tra i più vulnerabili alle escursioni termiche. Anche piante ornamentali come bougainvillea o ibisco rischiano danni irreversibili se non vengono protette adeguatamente.
GiardinaggioPerché alcune persone mettono un pezzo di metallo arrugginito ai piedi dei loro rosaiIl pluriball si rivela utile per creare piccole serre temporanee o per avvolgere tronchi e vasi esposti. La sua leggerezza consente di modellarlo facilmente intorno a forme irregolari senza pesare sulle strutture delle piante.
- Rimuovere foglie secche e residui prima di avvolgere la pianta
- Lasciare aperture per la ventilazione onde evitare condensa
- Fissare con spago naturale o clip riutilizzabili
Dove finisce l’ambiente inizia il risparmio
Un rotolo nuovo di pluriball costa in media tra 7 e 12 euro al metro quadrato, ma riutilizzare quello proveniente dagli imballaggi domestici azzera la spesa. Secondo i dati ISPRA sul riciclo della plastica leggera, solo il 42% del materiale viene effettivamente recuperato: dare un secondo uso al pluriball riduce quindi anche l’impatto ambientale dei rifiuti urbani.
L’alternativa più comune resta il tessuto non tessuto, ma quest’ultimo ha una durata inferiore e tende a deteriorarsi dopo due stagioni. Il pluriball, se conservato al riparo dalla luce diretta, può essere riutilizzato per diversi anni consecutivi.
Le precauzioni da seguire
L’efficacia dipende dal corretto impiego. Il materiale non deve aderire direttamente alle foglie perché l’umidità intrappolata potrebbe causare muffe. Va posizionato in modo da creare uno strato d’aria tra la pianta e la plastica. Gli esperti del Centro Orticolo di Padova ricordano che “la traspirazione è tanto importante quanto l’isolamento”.
| Uso consigliato | Durata stimata | Costo medio* |
|---|---|---|
| Coprire vasi esterni | 3 stagioni | 0 € (riuso) |
| Rivestire mini-serre | 5 stagioni | 1-2 €/m² (nuovo) |
| Protezione tronchi giovani | 4 stagioni | 0 € (recupero) |
*Valori medi su base nazionale 2023 elaborati da associazioni florovivaistiche.

Dalla logistica al giardino: un cambiamento culturale possibile
L’abitudine a gettare via ciò che protegge gli oggetti durante le spedizioni online contrasta con la necessità crescente di ridurre gli sprechi domestici. Riutilizzare il pluriball significa trasformare un residuo della filiera dei trasporti in uno strumento pratico per preservare biodiversità e risorse familiari.
Mentre le città discutono di raccolta differenziata e costi energetici, nei giardini privati cresce una forma silenziosa di economia circolare: quella fatta di gesti semplici, come trattenere un pezzo di plastica apparentemente inutile per dare calore a una pianta fragile durante l’inverno.



Pensavo fosse solo spazzatura… ora guarderò il pluriball con occhi diversi 🙂
Bella idea di riutilizzo domestico. Lo consiglierò ai miei amici ortolani!
Spero solo che i miei gatti non lo distruggano prima dell’inverno 😺
C’è chi lo usa anche per isolare i pollai! Funziona pure lì dicono 🤔
L’articolo è scritto molto bene, ma mancano foto pratiche di esempio secondo me.
Mamma mia quante bolle da scoppiare prima di usarlo in giardino 😂😂😂
Sembra una buona idea, ma a livello ambientale resta comunque plastica… dilemma ecologico!
Io ho usato il pluriball vecchio delle spedizioni Amazon, funziona benone 😉
Avevo letto qualcosa di simile ma non con dati così precisi, bravi!
Ottimo uso del materiale! Mi piacerebbe sapere se resiste anche alla grandine.
Certo che avvolgere gli alberi nella plastica mi fa un po’ tristezza…
Attenzione però alle giornate umide: rischio muffe assicurato se si sigilla troppo!
L’ho sperimentato nel mio orto urbano: temperatura del suolo effettivamente più alta di 2 gradi!
Bella trovata, ma speriamo che gli insetti non ci si annidino dentro 😅
Non capisco perché nessuno ci avesse pensato prima… sembra così ovvio adesso!
Mia nonna lo faceva già 30 anni fa, solo che usava vecchie coperte invece del pluriball!
Questa sì che è economia circolare applicata alla vita quotidiana 💚
Io invece preferisco il tessuto non tessuto: più naturale e meno plastica.
Idea semplice e geniale allo stesso tempo. Complimenti all’autore!
Sapete se va bene anche per i bonsai? Ho paura che crei troppa umidità.
L’ho provato ma dopo un mese si è rovinato. Forse non l’ho conservato bene…
Finalmente qualcuno che parla di riuso intelligente invece di buttare tutto via 👏
Bell’articolo ma non sono convinto della parte sulla traspirazione, avete fonti?
L’anno scorso ho perso un ibisco per il freddo… magari con questo trucco lo salvo!
Mi fa ridere pensare alle mie rose “vestite” di pluriball 😂
Non sapevo trattenesse così bene il calore. Grazie per la spiegazione fisica, molto chiara.
Ottimo spunto per risparmiare qualche euro in inverno. Lo userò subito!
Mah, mi sembra un po’ esagerato… il pluriball è pur sempre plastica!
Che idea geniale! Finalmente un modo per riutilizzare tutta quella plastica degli imballaggi 😄
Io però mi chiedo… non rischia di soffocare le radici se lo si usa male?
Articolo interessantissimo! L’ho provato con i miei limoni e funziona benissimo 👍
Ma davvero il pluriball può proteggere le piante dal gelo? Non l’avrei mai detto!