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Una scoperta millenaria: gli scienziati trovano qualcosa di inatteso nell’Artico

Un gruppo di ricercatori ha rinvenuto nel permafrost canadese un campione di ghiaccio che potrebbe risalire a oltre un milione di anni, aprendo nuove prospettive sulla storia climatica terrestre.

Un ritrovamento che sfida il tempo

In una remota isola dell’Artico canadese, un team dell’Università di Montréal guidato dal geomorfologo Daniel Fortier ha individuato strati di ghiaccio intrappolati sopra resti vegetali fossilizzati. Le analisi preliminari indicano età superiori a 60.000 anni, ben oltre i limiti convenzionali del radiocarbonio.

L’indizio decisivo è arrivato dall’allineamento dei minerali magnetici contenuti nei sedimenti: la loro inversione coincide con quella del campo magnetico terrestre avvenuta circa 770.000 anni fa. La rivista Geology ha pubblicato i dettagli dello studio, confermando l’interesse internazionale per il campione artico.

Come è stato possibile scoprirlo

I ricercatori monitoravano da anni le frane causate dallo scioglimento del permafrost. Nel 2009 un cedimento improvviso ha esposto uno strato di terreno congelato mai osservato prima, contenente bolle d’aria e materiale organico in perfetto stato di conservazione.

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Le successive perforazioni hanno permesso di estrarre blocchi di ghiaccio fino a tre metri sotto la superficie. Ogni campione è stato immediatamente sigillato e trasferito in laboratori criogenici per evitarne la contaminazione.

  • Anno d’inizio delle indagini: 2009
  • Profondità del ritrovamento: circa 3 m
  • Datazione stimata: fra 770.000 e 1.000.000 anni
  • Istituzioni coinvolte: Università di Montréal, Geological Survey of Canada

Cosa può raccontare il ghiaccio più antico del mondo

I dati raccolti suggeriscono che quel ghiaccio si sia formato durante il Pleistocene, periodo segnato da alternanze di glaciazioni e fasi più miti. Analizzando le bolle intrappolate, gli studiosi potranno ricostruire la composizione atmosferica dell’epoca, inclusi livelli di anidride carbonica e metano.

L’Agenzia spaziale statunitense NASA, in studi paralleli sui cicli climatici degli ultimi 800.000 anni, sottolinea come otto fasi principali di glaciazione si siano succedute naturalmente prima dell’impatto industriale moderno. L’attuale riscaldamento globale rompe quella periodicità millenaria.

L’equilibrio fragile tra passato e futuro

L’esistenza stessa di un ghiaccio così antico testimonia la resilienza dell’ecosistema artico in condizioni climatiche variabili. Ma lo scioglimento accelerato del permafrost rischia ora di distruggere archivi naturali che raccontano la memoria biologica della Terra.

I satelliti canadesi hanno registrato negli ultimi dieci anni una perdita media annuale del 3% della superficie glaciale permanente. Ciò significa meno barriere naturali al rilascio dei gas serra intrappolati nel suolo e maggiore instabilità per villaggi costruiti su terreni congelati da secoli.

L’impatto sulle comunità e sulle politiche ambientali

Nelle regioni artiche l’infrastruttura civile — oleodotti, piste aeroportuali, strade — poggia spesso su terreno gelato. Quando questo si deforma o collassa, i costi economici possono superare i 500 milioni di dollari l’anno solo in Canada settentrionale secondo stime governative pubblicate nel 2023.

Gli esperti dell’Arctic Monitoring and Assessment Programme (AMAP) propongono nuovi protocolli di sorveglianza geotecnica per prevenire crolli e dispersione di sostanze inquinanti dai depositi industriali abbandonati nel Nord polare.

Fattore osservato Tendenza 2010‑2023 Fonte principale
Scioglimento medio annuo dei ghiacci permanenti -3% Natural Resources Canada
Aumento temperatura superficiale artica +1,7 °C NOAA Arctic Report Card
Danni infrastrutturali legati al disgelo del suolo $500 mln/anno Governo del Canada – bilancio ambientale 2023

Dalla scoperta alla responsabilità collettiva

L’équipe scientifica considera il sito un laboratorio naturale unico: ogni variazione futura nella stabilità del terreno offrirà dati diretti sugli effetti della crisi climatica globale. L’obiettivo dichiarato è proteggere questo archivio geologico con lo stesso rigore riservato ai beni culturali mondiali.

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Mentre alcune regioni investono già in progetti pilota per limitare lo scongelamento profondo — raffreddamento artificiale del suolo, sistemi isolanti sotto le fondazioni — resta aperta la questione più ampia: quanto tempo rimane prima che anche questi ghiacci millenari smettano di parlare al presente?

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