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La bevanda che i centenari bevono ogni giorno: “inoltre è deliziosa”

Secondo le ultime analisi sulle cosiddette “Zone Blu”, le aree del mondo dove si concentra il maggior numero di ultracentenari, oltre il 70 % degli abitanti consuma quotidianamente una tazza di espresso.

Nelle zone dove si vive più a lungo, l’espresso è un rito quotidiano

Gli studi condotti in Sardegna, Okinawa e Nicoya hanno evidenziato un dato costante: gli abitanti più longevi condividono abitudini alimentari semplici e regolari. Tra queste, la presenza giornaliera di caffè espresso, consumato spesso dopo i pasti principali.

La ricerca pubblicata dal National Institute on Aging ha rilevato che chi beve da due a tre tazze di caffè al giorno presenta un rischio di mortalità inferiore del 12 % rispetto a chi non lo consuma affatto. Una differenza che non si spiega soltanto con la caffeina, ma anche con i polifenoli e gli antiossidanti naturalmente contenuti nei chicchi tostati.

In queste comunità, il caffè non è percepito come stimolante ma come pausa sociale. È un gesto che scandisce il tempo e rafforza le relazioni familiari, riducendo i livelli di stress cronico, fattore chiave nella prevenzione delle malattie degenerative.

I benefici scientificamente osservati del consumo regolare

Secondo l’Università La Sapienza di Roma, il caffè espresso contiene concentrazioni elevate di acidi clorogenici capaci di modulare la glicemia e migliorare la funzione endoteliale. Uno studio condotto su 1 200 adulti italiani ha confermato che un’assunzione moderata favorisce l’elasticità dei vasi sanguigni del 5–7 % rispetto ai non consumatori.

I cardiologi dell’Istituto Superiore di Sanità hanno messo in evidenza un effetto protettivo sul cuore se il consumo resta entro le tre tazzine giornaliere. Oltre tale soglia i benefici tendono a diminuire, soprattutto tra i soggetti ipertesi o sensibili alla caffeina.

Numero medio di tazze al giorno Riduzione stimata del rischio cardiovascolare
1 +3 %
2–3 −12 %
4 o più Nessun vantaggio misurabile

L’arte della preparazione: pochi secondi che fanno la differenza

L’espresso perfetto nasce da una regola precisa: 25–35 secondi di estrazione per garantire la massima concentrazione di composti attivi senza alterarne la struttura aromatica. Il rapporto ideale è 7 grammi di miscela per circa 30 millilitri d’acqua a temperatura controllata.

I baristi professionisti parlano di “crema uniforme” come segnale visivo della corretta emulsione degli oli presenti nel chicco. Una preparazione troppo rapida impoverisce gli antiossidanti; una troppo lenta libera sostanze amare e instabili. La qualità dell’acqua incide fino al 20 % sul risultato finale secondo l’Associazione Italiana del Caffè Espresso.

Differenze tra espresso domestico e da bar

Nelle famiglie italiane cresce l’uso delle macchine a leva o delle moka elettriche: nel 2023 ne sono state vendute oltre 4 milioni secondo dati ISTAT. Questi strumenti permettono una buona estrazione ma raramente raggiungono la pressione ottimale dei bar professionali (9 bar costanti).

  • L’espresso da bar mantiene più stabile la temperatura (90–95 °C)
  • Quello casalingo varia fino a ±10 °C riducendo l’efficacia degli antiossidanti
  • Tuttavia l’espresso domestico consente un controllo maggiore sull’origine dei chicchi e sulla tostatura

I limiti fisiologici e le eccezioni alla regola della longevità

Non tutti reagiscono allo stesso modo alla caffeina. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare raccomanda un massimo di 400 mg al giorno per gli adulti sani, equivalenti a circa quattro espressi. Oltre questa soglia aumentano i rischi di insonnia e tachicardia.

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Anche l’età modifica le risposte metaboliche: nei soggetti anziani la clearance della caffeina rallenta fino al 40 %. Per questo molti centenari alternano espresso normale e decaffeinato mantenendo intatto il rituale sociale senza sovraccaricare l’organismo.

L’equilibrio tra piacere e disciplina quotidiana

I ricercatori concordano su un principio semplice: non è il caffè in sé ma la sua regolarità misurata a incidere sulla longevità. Due tazzine al giorno, consumate lentamente e accompagnate da alimentazione equilibrata e vita attiva, rappresentano lo schema prevalente nelle popolazioni longeve studiate tra Europa, Asia e America Latina.

L’espresso diventa così simbolo di equilibrio tra tradizione e salute moderna: piccolo gesto quotidiano capace di sintetizzare cultura, chimica ed esperienza collettiva nella ricerca silenziosa della vita lunga.

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128 reazioni su "La bevanda che i centenari bevono ogni giorno: “inoltre è deliziosa”"

  1. Sul caffè se ne dicono troppe
    Ho un libro scientifico dove dice:

    Se il caffè fosse un ritrovato recente troverebbe difficoltà ad essere consigliato come bevanda!
    E spiega il perché
    Purtroppo siamo abituati a prenderlo
    Credo che giochi molto nelle ore in cui si assume e la quantità

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