Una corsa contro il tempo prima del primo gelo
Le prime gelate sono attese tra il 10 e il 20 novembre in gran parte del Nord Italia, secondo le previsioni di ARPA Lombardia. Da quel momento, le ortensie più delicate rischiano danni irreversibili ai germogli che dovrebbero fiorire in primavera.
I professionisti raccomandano di intervenire entro sette giorni: un margine minimo per chi desidera preservare l’intera stagione successiva. Chi rinvia anche solo di una settimana si espone alla perdita completa dei boccioli formatisi durante l’estate.
Le varietà più vulnerabili — come Hydrangea macrophylla e Hydrangea quercifolia — rappresentano circa il 60% delle piante ornamentali vendute nei vivai italiani. La loro struttura carnosa e la formazione dei fiori su legno vecchio le rendono particolarmente sensibili agli sbalzi termici.

Quali ortensie resistono e quali no
Le ortensie non sono tutte uguali davanti all’inverno. Alcune specie affrontano senza problemi temperature sotto lo zero, mentre altre possono soccombere in una sola notte gelida.
| Specie | Resistenza al freddo | Protezione consigliata |
|---|---|---|
| Hydrangea paniculata | Alta (fino a -25°C) | Nessuna copertura necessaria |
| Hydrangea macrophylla | Bassa (fino a -5°C) | Coprire tralci e base con tessuto non tessuto |
| Hydrangea quercifolia | Media (-10°C) | Mucchio protettivo sulle radici |
| Hydrangea petiolaris | Alta (fino a -20°C) | Senza interventi speciali |
L’Istituto Italiano di Orticoltura conferma che l’esposizione al vento è uno dei fattori determinanti nella perdita dei rami fioriferi. Le regioni appenniniche, pur con temperature più miti, registrano danni maggiori proprio per questo motivo.
I materiali che fanno la differenza
L’agrotessuto traspirante da 30 grammi al metro quadro è considerato oggi la soluzione più efficace per garantire isolamento termico senza creare condensa. Costa in media 1,20 euro al metro lineare nei garden center italiani.
GiardinaggioPerché alcune persone mettono un pezzo di metallo arrugginito ai piedi dei loro rosaiA differenza della plastica, consente il passaggio dell’aria e dell’umidità evitando muffe sui rami. Il tessuto deve essere avvolto delicatamente intorno al cespuglio e fissato alla base con spago naturale o picchetti metallici leggeri.
- Evitare coperture troppo strette che spezzano i tralci;
- Sovrapporre due strati nelle zone montane o ventose;
- Coprire solo dopo alcuni giorni asciutti, mai su pianta bagnata.
Il terreno come scudo invisibile
Sotto la superficie si gioca la vera battaglia contro il gelo: proteggere le radici significa assicurare la ripartenza primaverile. L’operazione più comune è la “collinatura”, cioè la creazione di un piccolo cumulo isolante attorno alla base del cespuglio.
I tecnici consigliano uno spessore di almeno 30 centimetri composto da torba grossolana mista a corteccia o foglie secche. In alternativa si può usare compost maturo: migliora anche la struttura del terreno e ne mantiene stabile l’umidità.
A fine inverno — tra fine marzo e inizio aprile — questo materiale va rimosso gradualmente per evitare shock termici alle radici che riprendono l’attività vegetativa.

L’approccio dei giardinieri giapponesi ispira anche in Europa
Nelle regioni temperate del Giappone centrale, dove gli inverni sono simili a quelli del Nord Italia, i coltivatori praticano una protezione stratificata: prima avvolgono i rami con carta di riso cerata, poi ricoprono la base con foglie pressate e stuoie di bambù.
L’adattamento europeo sostituisce questi materiali tradizionali con equivalenti locali ma conserva lo stesso principio: isolamento progressivo senza soffocare la pianta. Secondo i dati dell’Università di Kyoto, questa tecnica riduce del 70% la mortalità dei boccioli rispetto alle coperture sintetiche integrali.
Cosa accade se si rinuncia alla protezione
Un’indagine condotta nel 2023 dal Centro Florovivaistico Toscano su 200 giardini privati ha evidenziato che le ortensie non protette perdono fino all’80% della fioritura primaverile dopo un inverno con temperature inferiori ai -7°C.
GiardinaggioNon buttate via il pluriball potete usarlo in giardinoAnche quando sopravvivono, i rami danneggiati richiedono potature drastiche e due stagioni per tornare alla piena produzione floreale. Un ritardo che molti hobbisti sottovalutano ma che comporta costi aggiuntivi in fertilizzanti e tempo di cura.
Dopo l’inverno: manutenzione mirata per rifiorire
A marzo avanzato conviene integrare nel terreno compost organico o letame maturo nella misura di 3 kg per metro quadrato. È sufficiente a restituire vigore ai nuovi germogli senza forzare la crescita precoce.
I vivaisti invitano a monitorare costantemente l’umidità del suolo: un’eccessiva secchezza dopo lo svernamento può compromettere le gemme appena risvegliate tanto quanto il gelo notturno dimenticato troppo presto dai giardinieri distratti.



A volte mi chiedo se valga davvero la pena di tanto lavoro per qualche fiore… ma poi li vedo e mi passa tutto ❤️
Bell’articolo. Ora vado a coprire le mie Hydrangea quercifolia prima che sia tardi!
Mmm… “ricetta per svernare” sembra quasi una cucina botanica 😅 carina come idea!
C’è qualcuno che ha provato la versione con foglie secche? Funziona davvero?
Un po’ prolisso ma si vede che chi scrive sa il fatto suo.
Certo che 1,20€ al metro per un tessuto è un furto! 😂
L’anno scorso ho usato plastica trasparente: ora capisco perché si sono ammalate 😩
Mia nonna faceva uguale ma con vecchie coperte… funziona ancora benissimo 😊
Pensavo che bastasse potare bene e invece c’è tutto un mondo dietro!
Scrittura un po’ tecnica, ma contenuti validissimi 👍
Bello l’articolo ma avrei voluto più foto illustrative dei passaggi.
Non condivido: secondo me coprire troppo soffoca sempre la pianta.
“Carta di riso cerata”? Dove si compra una cosa del genere? 🤔
Io ho perso tutte le ortensie l’anno scorso… se solo avessi letto questo prima 😭
Per una volta un articolo che cita anche i dati scientifici. Bravi, serio e preciso.
Sembra una guida militare più che giardinaggio ahah!
Ottimo consiglio su togliere il materiale gradualmente a fine inverno, non ci avevo mai pensato!
Mi piace l’approccio giapponese, molto poetico. Anche le piante meritano rispetto 💚
Ho provato il metodo del compost come protezione ed è stato un disastro, muffe ovunque 😣
Scusate ma cosa significa “collinatura”? Non l’ho capita bene…
Finalmente qualcuno che spiega il perché delle ortensie “morte” in primavera! Grazie 🙏
Sono un po’ scettico: i miei cespugli di Hydrangea macrophylla hanno resistito anche a -8°C senza copertura.
Bellissimo articolo, dettagliato e chiaro. Complimenti all’autore!
Troppe istruzioni! Io mi dimentico pure di annaffiarle, figurati avvolgerle nella carta di riso…
Io le copro con sacchi di juta e non ho mai avuto problemi, vale lo stesso?
Ottimi consigli, ma l’agrotessuto costa troppo nel mio garden… alternative economiche?
Mah, i giardinieri giapponesi fanno sempre tutto meglio, eh? 😅
Mai sentita la “collinatura”, mi piace come parola e come idea 😄
Io vivo in Sicilia, devo preoccuparmi lo stesso o il mio clima mi salva?
Articolo super utile, grazie mille! Ho sempre perso i fiori in primavera e ora capisco perché.
Ma davvero bastano sette giorni di ritardo per rovinare tutto? Mi sembra un po’ esagerato onestamente.
Interessante! Non sapevo che le ortensie fossero così delicate… meglio correre in giardino subito 😂