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Auf Wiedersehen, Schimmel und Feuchtigkeit: come arieggiare un bagno senza finestre

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità oltre il 20% delle abitazioni italiane presenta problemi di umidità persistente, con picchi fino al 35% nei centri urbani costruiti prima del 1980.

Nei condomìni cittadini, specialmente quelli realizzati quando la ventilazione forzata non era obbligatoria, i bagni ciechi continuano a rappresentare una sfida quotidiana. L’assenza di finestre impedisce il ricambio d’aria e favorisce la comparsa di muffe, cattivi odori e danni strutturali. Per molte famiglie la domanda è concreta: come mantenere asciutto e salubre un ambiente che non può “respirare” da solo?

Ventilatori elettrici: la prima linea contro l’umidità

I modelli più recenti di ventilatori assiali o centrifughi raggiungono portate tra i 90 e i 120 m³/h e possono essere collegati all’interruttore della luce per attivarsi automaticamente durante la doccia.

L’Istituto tedesco TÜV ha certificato che un sistema di estrazione automatica riduce fino al 70% la permanenza del vapore rispetto alla semplice apertura della porta. La norma UNI EN 13141-6 disciplina le caratteristiche tecniche dei dispositivi destinati ai locali ciechi.

Tipo di ventilatore Portata media (m³/h) Rumorosità (dB) Consumo (W)
Assiale base 90 38 15
Centrifugo silenziato 110 25 18
Con sensore umidità 100 28 20

I modelli con sensore d’umidità si accendono solo quando serve, evitando sprechi energetici. Il costo medio varia tra 60 e 150 euro, installazione esclusa.

L’alternativa portatile: deumidificatori compatti da appartamento

Nelle abitazioni dove non è possibile intervenire sull’impianto elettrico, i deumidificatori portatili rappresentano una soluzione immediata. Un dispositivo da 12 litri/giorno consuma circa 200 W e può abbattere l’umidità relativa dal 75% al 55% in meno di due ore.

I modelli con tecnologia Peltier sono particolarmente adatti ai piccoli spazi perché funzionano senza compressore e con livelli sonori inferiori ai 40 decibel. Alcune famiglie li lasciano in funzione anche a porta socchiusa, garantendo un lento ma costante ricambio d’aria interna.

Rimedi naturali: materiali che assorbono l’eccesso d’acqua

Nelle case più datate restano diffusi i rimedi economici basati su materiali igroscopici. Bicarbonato, gel di silice o carbone attivo possono catturare l’umidità residua con costi inferiori ai cinque euro al mese.

  • Buste di gel di silice rigenerabili nel forno domestico;
  • Sacchetti di carbone vegetale riutilizzabili per sei mesi;
  • Bicchieri con sale grosso in punti strategici del bagno.

Anche se non sostituiscono un impianto meccanico, questi sistemi aiutano a prevenire la condensa su specchi e piastrelle quando la temperatura esterna scende sotto i 10°C.

Dopo la doccia: gesti quotidiani che fanno la differenza

Bastano pochi minuti per ridurre il rischio di muffa senza alcun investimento economico. La pulizia immediata delle superfici bagnate e l’apertura della porta dopo ogni uso accelerano l’asciugatura naturale dell’ambiente.

L’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica ricorda che anche un semplice asciugamano passato sulle piastrelle può diminuire del 30% il tempo necessario per riportare il tasso d’umidità sotto il 65%. Una pratica che pesa poco sul tempo ma molto sulla durata delle pareti.

Pitture traspiranti e rivestimenti anti-condensa

Dove l’umidità persiste malgrado gli interventi meccanici, le vernici idrorepellenti costituiscono una barriera ulteriore. Le pitture minerali a base di calce o silicati permettono alla muratura di respirare mantenendo stabile la superficie esterna.

UmiditàIl metodo migliore per eliminare i moscerini – basta spargerlo sul vaso e il problema sparisce

I produttori italiani segnalano una durata media superiore ai cinque anni con manutenzione minima. Alcuni prodotti certificati secondo lo standard ISO 7783 garantiscono una permeabilità al vapore sei volte superiore alle vernici tradizionali.

Muffa visibile: quando serve chiamare un tecnico

Se compaiono macchie nere lungo le fughe o sui soffitti, significa che il livello critico è stato raggiunto. In questi casi l’intervento di bonifica professionale costa tra i 10 e i 20 euro al metro quadrato ma consente di eliminare le spore residue e trattare le superfici con biocidi controllati dal Ministero della Salute.

L’uso combinato di ventilazione meccanica controllata e pitture traspiranti riduce fino al 90% il rischio di nuova formazione entro dodici mesi. Una soluzione stabile che molte famiglie adottano oggi per proteggere casa e salute senza attendere ristrutturazioni complete.

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