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Non ha un bell’aspetto ma è semplicemente delizioso questo pesce è meglio del salmone costa meno e contiene meno calorie

Il consumo di pesce in Italia è cresciuto del 7,3% nell’ultimo anno, mentre il prezzo medio del salmone fresco ha superato i 26 euro al chilo secondo dati NielsenIQ 2024.

La ricerca di alternative più sostenibili e accessibili al salmone ha riportato l’attenzione su una specie fino a poco tempo fa poco conosciuta: il pesce persico striato, o “striped bass”. Un pesce dal profilo nutrizionale sorprendente e dal costo inferiore rispetto ai grandi classici delle tavole italiane. Sempre più ristoranti e famiglie lo scelgono per la sua versatilità in cucina e per il suo apporto equilibrato di proteine e grassi.

Meno grassi, stesse proteine: il confronto con il salmone cambia la prospettiva

Secondo analisi condotte dall’Istituto Superiore di Sanità, 100 grammi di persico striato contengono circa 19 grammi di proteine ad alta qualità contro i 20 del salmone, ma con appena la metà dei grassi totali.

La differenza calorica è netta: circa 110 kcal per porzione contro le oltre 200 del salmone atlantico. Questo spiega perché molti nutrizionisti lo propongano come alternativa per chi segue un regime ipocalorico o controlla i livelli di colesterolo.

  • Proteine: 19 g (persico striato) vs 20 g (salmone)
  • Grassi totali: 3 g vs 13 g
  • Calorie: 110 kcal vs 208 kcal
  • Omega-3 (EPA+DHA): valore medio comparabile tra le due specie

Un aspetto che inganna ma una carne apprezzata dagli chef

La pelle scura e la forma allungata fanno apparire il persico striato meno invitante rispetto al salmone, ma le sue carni bianche e compatte si prestano a griglia, forno o cottura a vapore senza perdere consistenza.

SostenibilitàIl modo corretto per disinfettare le spugne ed evitare la proliferazione di batteri e cattivi odori

Chef italiani come Moreno Cedroni hanno iniziato a inserirlo nei menù degustazione in sostituzione del salmone affumicato, valorizzando la dolcezza naturale della carne con marinature leggere agli agrumi o all’aneto.

Sostenibilità e filiere locali: dove si produce davvero questo pesce

Nella sola area dell’Alto Adriatico operano oggi cinque allevamenti certificati Friend of the Sea specializzati nella riproduzione del persico striato europeo. La produzione nazionale copre circa il 40% della domanda interna.

Area di produzione Tonnellate annue Certificazione ambientale
Veneto-Friuli 1.800 Sì (FOS)
Toscana-Lazio 1.200 Sì (ASC)
Puglia-Calabria 900 No

L’allevamento controllato consente un minore impatto ambientale rispetto alla pesca intensiva dei salmonidi nordici. È anche un fronte economico aperto: Coldiretti stima che ogni punto percentuale di crescita della filiera possa generare fino a 120 nuovi posti di lavoro diretti nelle zone costiere.

Dove trovarlo e quanto costa davvero al dettaglio

I principali supermercati italiani hanno inserito il persico striato nella linea “pesce fresco locale” a partire da marzo 2024. Il prezzo medio varia tra gli 11 e i 14 euro al chilo, quasi la metà rispetto al salmone norvegese d’allevamento.

Nelle pescherie indipendenti è proposto anche in tranci o filetti già sfilettati, spesso etichettati come “branzino americano”. Il Ministero dell’Agricoltura ricorda che l’etichetta deve riportare correttamente la denominazione “Morone saxatilis” per garantire tracciabilità al consumatore.

Diete familiari più leggere: cosa cambia nel piatto quotidiano

L’inserimento di un pesce magro come il persico striato nella dieta familiare consente di ridurre mediamente di 150 kcal per pasto mantenendo intatto l’apporto proteico necessario a bambini e adulti.

I dietologi sottolineano che due porzioni settimanali sono sufficienti per coprire il fabbisogno medio di acidi grassi omega-3. Per chi cerca alternative vegetali resta valida l’opzione delle alghe microincapsulate certificate EFSA come fonte naturale di DHA.

Tensioni sul mercato: chi vince e chi perde nel cambio di abitudini

L’aumento della domanda interna rischia però di penalizzare gli importatori di salmone norvegese, che segnalano un calo del 12% nelle vendite nel primo trimestre 2024. Al contrario le cooperative ittiche italiane vedono crescere i margini grazie alla riduzione dei costi logistici e doganali.

SostenibilitàPerché alcune persone mettono un pezzo di metallo arrugginito ai piedi dei loro rosai

L’equilibrio tra gusto, salute ed economia familiare sembra spostarsi verso prodotti locali meno appariscenti ma più coerenti con le nuove esigenze alimentari. Un cambio silenzioso che potrebbe ridefinire le abitudini culinarie italiane nei prossimi anni.

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