Un marchio storico costretto a fermarsi
Si tratta dell’Anhaltische Elektromotorenwerk (AEM) di Dessau, azienda tedesca specializzata nella produzione di motori elettrici industriali. Fondata sulle strutture di un ex combinato della DDR, la società aveva conosciuto una nuova fase dopo la privatizzazione degli anni Novanta.
L’annuncio della chiusura è arrivato dopo mesi di trattative fallite. Circa 50 dipendenti hanno ricevuto la comunicazione ufficiale alla fine del periodo d’insolvenza aperto a gennaio. L’amministratore giudiziario ha confermato che non è stato possibile trovare un investitore con le risorse necessarie per rilanciare l’attività.
Dalla crescita internazionale al declino finanziario
Negli anni Duemila l’AEM esportava i propri motori in oltre 60 paesi. All’apice dell’espansione impiegava più di 250 persone, secondo i dati raccolti da fonti industriali locali. La progressiva contrazione degli ordini, i costi energetici in aumento e gli investimenti rinviati hanno però eroso margini e capacità produttiva.
I registri finanziari mostrano che tra il 2018 e il 2023 il fatturato si è ridotto del 40%, mentre i costi fissi sono cresciuti del 25%. Un equilibrio insostenibile per un’impresa media priva del sostegno diretto dei grandi gruppi automobilistici o energetici.
L’impatto sulla regione e sui lavoratori
La chiusura dello stabilimento rappresenta un duro colpo per Dessau-Roßlau, centro industriale già segnato da riconversioni difficili. La perdita occupazionale pesa su un’area dove il tasso di disoccupazione supera il 7%.
I sindacati locali denunciano la dispersione di competenze professionali maturate in decenni: tecnici specializzati nella progettazione e manutenzione di motori ad alta efficienza, oggi senza collocazione immediata. Le autorità regionali del Sachsen-Anhalt hanno annunciato piani temporanei di ricollocamento ma non escludono ulteriori chiusure nel comparto meccanico.
L’effetto domino sul mercato dei motori industriali
L’AEM era uno degli ultimi produttori indipendenti tedeschi nel segmento dei motori personalizzati per impieghi navali, ferroviari e ambientali. Con la sua uscita dal mercato, le commesse si spostano verso conglomerati internazionali come Siemens Energy o WEG, più attrezzati a sostenere i costi delle materie prime e delle certificazioni ambientali.
- Aumento medio del prezzo dell’acciaio laminato: +18% nel 2023.
- Costo medio dell’elettricità per uso industriale: +32% in due anni.
- Tasso d’investimento in automazione nelle PMI tedesche: inferiore al 12% del fatturato annuo.
Una crisi che tocca tutta l’industria europea
Il caso AEM riflette una fragilità strutturale comune a molte aziende manifatturiere europee: scarsa liquidità, transizione energetica costosa e concorrenza asiatica sempre più aggressiva. Secondo l’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW), nel solo 2023 oltre 200 imprese metalmeccaniche hanno avviato procedure d’insolvenza in Germania.
TendenzeChe cos’è il punto verde che appare in alto sull’iPhoneL’analisi evidenzia come le piccole e medie imprese siano le più esposte agli shock energetici e alla volatilità della domanda automobilistica. Le politiche pubbliche puntano su incentivi all’efficienza energetica e digitalizzazione dei processi, ma le misure tardano ad avere effetti tangibili sulle filiere tradizionali.
Cosa resta dopo lo stop
Nello stabilimento ormai vuoto restano macchinari destinati alla vendita all’asta, mentre alcuni progetti pilota su motori a magneti permanenti verranno trasferiti a centri universitari regionali. Per molti lavoratori la priorità ora è ottenere la riqualificazione professionale finanziata dai programmi federali per l’innovazione industriale.
I dati ufficiali parlano chiaro: senza investimenti massicci nella modernizzazione tecnologica, il rischio è assistere ad altre chiusure simili nei prossimi mesi. E ogni serranda abbassata significa non solo perdita economica, ma anche smarrimento identitario per intere comunità abituate a vivere di industria.
| Anno | Addetti AEM | Fatturato (mln €) | Costo energia (% sul totale) |
|---|---|---|---|
| 2015 | 230 | 45 | 8% |
| 2019 | 180 | 38 | 11% |
| 2023 | 50 | 21 | 17% |
L’interruzione della produzione AEM segna così una linea netta tra un passato industriale consolidato e un futuro incerto dominato da logiche globalizzate che lasciano poco spazio alle realtà indipendenti locali.



Addio AEM, e grazie per tutto quello che avete costruito in decenni di lavoro onesto. 🙏
Spero che altre aziende imparino qualcosa da questo disastro industriale.
Sarà anche colpa della transizione energetica troppo veloce? Boh…
Questa storia mi fa pensare a quanto poco contano le persone nelle decisioni economiche 😞
L’articolo è interessante ma un po’ deprimente, lo ammetto.
Dopo aver letto i dati, direi che la crisi era già scritta da tempo.
Una fine annunciata. Bastava guardare i bilanci dal 2018 per capirlo.
Meno male che alcuni progetti saranno salvati nelle università… piccolo conforto 😊
A volte ho l’impressione che la Germania non creda più nella propria manifattura.
E adesso chi fornirà i motori personalizzati per le applicazioni navali?
Certe storie industriali meritano di essere raccontate nei libri di scuola.
Questo è il risultato di anni di tagli e mancanza di visione strategica.
Poveri lavoratori! Ma almeno avranno accesso ai programmi federali?
Bella roba… un altro “successo” della concorrenza asiatica. 😤
Non posso credere che un’azienda con 60 paesi serviti finisca così nel silenzio generale!
Chissà se Siemens o WEG hanno avuto un ruolo indiretto in questa crisi 🤔
Tutti a parlare di transizione verde, ma intanto chi produce davvero chiude…
Ma quindi i motori a magneti permanenti che fine faranno?
Il problema non è solo AEM: è tutto il sistema produttivo europeo che scricchiola.
Questa notizia mi colpisce più del previsto, avevo amici che lavoravano lì. 😢
Non capisco perché non abbiano cercato partnership internazionali per salvare il marchio.
Un’altra fabbrica chiude e nessuno se ne accorge fuori dalla regione. Che pena.
Forse avrebbero dovuto puntare prima sulla digitalizzazone… (sì, l’ho scritto sbagliato apposta!)
Mi pare che la politica stia dormendo. Dove sono gli incentivi veri?
Se AEM non ce la fa, chi ci riuscirà? 😕
È assurdo che in Germania, con tutta la sua forza industriale, succedano queste cose.
Spero che i lavoratori trovino presto una nuova occupazione, non meritano questo destino.
Eh sì, un’altra vittima della globalizzazione. Complimenti a tutti! 👏
Forse era inevitabile… i costi dell’energia sono diventati folli negli ultimi anni.
Ma come si fa a non trovare un investitore per un marchio con tanta storia?
Mi chiedo se qualcuno in governo stia davvero capendo la portata di queste chiusure.
Che tristezza vedere un altro pezzo di industria europea sparire così… 😔