Via Roma 128, 20121 Milano (MI), Italia | contact@tamoristorante.it | 085 5962530

Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Portarlo in giardino a novembre – in primavera niente più erbacce

Secondo i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ogni anno le famiglie italiane spendono fino a 120 euro in prodotti diserbanti per mantenere puliti i giardini domestici.

A novembre, quando il terreno comincia a raffreddarsi e le giornate si accorciano, un gesto semplice può cambiare il lavoro di primavera: portare un materiale comune nel giardino e lasciarlo agire nei mesi freddi. Il risultato? Un suolo più fertile, meno erbacce e nessun bisogno di pesticidi.

Un alleato insospettabile contro le infestanti

Le erbacce approfittano dei primi raggi tiepidi di marzo per rinascere. Bloccarle prima, durante il riposo del terreno, significa risparmiare tempo e fatica nei mesi successivi. Alcuni orticoltori biologici lo fanno con un materiale che tutti hanno in casa: il cartone.

Il principio è elementare: privare i semi spontanei della luce. Senza luce non germinano, e le radici non riescono a farsi spazio nel sottosuolo. Diversi esperimenti condotti tra Veneto e Toscana dal CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura) hanno confermato una riduzione media del 90% nella crescita delle infestanti dopo sei mesi di copertura.

PacciamaturaQuando l’albero del vicino riempie il tuo giardino di foglie: cosa puoi farne, cosa è vietato e come evitare tensioni di quartiere

In autunno il cartone si posa direttamente sulle aiuole o sui bancali appena liberati dai raccolti estivi. Durante l’inverno si decompone lentamente, restituendo al terreno cellulosa e microelementi utili alla fertilità.

Preparare il terreno: la sequenza che fa la differenza

Pulizia, copertura, protezione

Ogni passaggio ha un peso preciso. Prima si eliminano residui vegetali e radici superficiali, poi si stendono fogli di cartone sovrapposti con qualche centimetro di margine tra l’uno e l’altro. Nessuna parte del suolo deve restare scoperta.

  • Spessore ideale del cartone: 3-5 mm
  • Durata della copertura: da novembre a marzo
  • Percentuale media di decomposizione dopo l’inverno: 70%

Sopra la base marrone va aggiunto uno strato isolante naturale – compost maturo o foglie secche – dello spessore minimo di cinque centimetri. Così il materiale resta stabile anche con piogge o vento forte.

Cosa succede sotto lo strato protettivo

Mentre all’esterno il giardino sembra dormire, sotto il cartone si muove una microfauna preziosa. L’umidità trattenuta favorisce lombrichi e batteri aerobi che trasformano i residui in humus. Secondo dati ARPA Lombardia, questo processo aumenta fino al 20% la capacità del suolo di trattenere acqua durante l’estate successiva.

L’effetto visibile in primavera è duplice: meno infestanti da estirpare e terriccio più soffice, pronto ad accogliere nuove semine senza vangature profonde.

I limiti del metodo e chi lo sconsiglia

Non tutto il cartone è adatto all’uso agricolo. Quello stampato o plastificato rilascia composti indesiderati. Gli agronomi consigliano solo imballaggi grezzi non trattati, preferibilmente privi di nastro adesivo. Le coltivazioni intensive che richiedono arature meccaniche frequenti potrebbero trarne minori benefici rispetto agli orti familiari o ai giardini ornamentali.

Tipo di coltivazione Efficacia stimata Durata consigliata della copertura
Orto domestico Alta (80–90%) 4–5 mesi
Aiuola ornamentale Media (60–70%) 3–4 mesi
Agricoltura intensiva Bassa (30–40%) 1–2 mesi

Niente chimica, solo tempo e materia organica

L’aspetto che divide gli appassionati è proprio questo: rinunciare ai diserbanti commerciali significa affidarsi a processi naturali più lenti ma duraturi. Chi li ha adottati parla di un terreno che “lavora da solo”. Le analisi del Laboratorio agrario regionale dell’Emilia-Romagna mostrano come dopo due stagioni consecutive di pacciamatura con cartone i livelli di carbonio organico aumentino fino al 15%.

Dove porta questa scelta a lungo termine

A marzo il cartone quasi scompare; restano solo tracce integrate nel suolo. La superficie risulta libera da erbacce per diverse settimane, consentendo semine anticipate senza diserbo chimico. Nelle zone urbane dove l’uso di glifosato è già limitato per ordinanza comunale – come a Torino o Bolzano – sempre più cittadini stanno adottando questa pratica casalinga come alternativa concreta.

L’equilibrio tra cura e pazienza

L’operazione richiede pochi materiali ma un calendario preciso: intervenire troppo tardi riduce l’efficacia perché le gelate impediscono alla decomposizione di iniziare correttamente. Entro metà novembre è la finestra ottimale indicata dai tecnici Coldiretti per quasi tutte le regioni italiane. Chi seguirà questi tempi potrà vedere in primavera un risultato tangibile: nessuna erbaccia dove c’era solo un foglio di cartone dimenticato tra terra e foglie.

Fornite il vostro feedback

Sii il primo a valutare questo post
oppure lasciare una recensione dettagliata


Condividi subito questo post!


32 reazioni su "Portarlo in giardino a novembre – in primavera niente più erbacce"

Reagire a questo articolo

32 reazioni