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Restituire un flacone di shampoo vuoto e ottenere denaro – i nuovi distributori arrivano in Germania

Il 68% delle confezioni di cosmetici vendute in Germania finisce ancora nel rifiuto indifferenziato, con un costo ambientale e logistico crescente per famiglie e comuni.

Ora nel Paese si sperimenta un’idea radicale: restituire le bottiglie di shampoo, crema o bagnoschiuma vuote in appositi distributori automatici installati nei supermercati e ricevere in cambio denaro. Un progetto pilota che promette di cambiare il destino della plastica domestica e ridefinire le abitudini dei consumatori tedeschi.

Un sistema di cauzione per la cosmesi

A guidare l’iniziativa è la start-up Reo di Heilbronn, specializzata nel riuso degli imballaggi cosmetici. In collaborazione con catene come Kaufland e Voll-Corner, l’azienda ha introdotto i primi distributori in alcune filiali di Monaco di Baviera.

I flaconi contrassegnati dall’indicazione “Bring me back to Pfandautomat” possono essere depositati come si fa con le bottiglie d’acqua o le lattine. Ogni confezione riconsegnata dà diritto a un rimborso di 0,29 euro. Per ora il sistema accetta prodotti dei marchi Lavera, Sante, Kneipp e Logona.

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Secondo Stefanie Reiner, cofondatrice di Reo, la chiave del successo sta nella semplicità: restituire dove si acquista. Un gesto familiare che potrebbe rendere la restituzione dei flaconi una routine quotidiana.

Monaco mette alla prova l’economia circolare

Il progetto ha ottenuto il sostegno del Comune di Monaco e del centro di innovazione Zero Waste Innovation Hub. L’obiettivo è testare la fattibilità tecnica e sociale del modello nell’arco di dodici mesi, raccogliendo dati su volumi restituiti, qualità dei contenitori e possibilità di riutilizzo.

Kanan Kölner dell’iniziativa Circular Republic indica tre condizioni decisive per il successo:

  • una quota di ritorno tra l’80 e il 90% dei contenitori distribuiti;
  • standard condivisi fra produttori per forma e materiale delle confezioni;
  • un ampliamento progressivo a nuove marche e catene commerciali.

Se i risultati saranno positivi, il sistema potrà estendersi ad altre città tedesche entro il 2026 e successivamente ad altri Paesi europei.

Dai rifiuti alla risorsa: un cambio culturale obbligato

L’esperimento si inserisce nella strategia tedesca per raggiungere la neutralità climatica entro il 2035. Secondo dati dell’Agenzia federale per l’ambiente (Umweltbundesamt), ogni anno vengono immesse sul mercato oltre 1,8 miliardi di confezioni cosmetiche in plastica.

Anno Flaconi cosmetici immessi (milioni) Tasso di riciclo effettivo (%)
2020 1650 41
2023 1820 44
Obiettivo 2030 70

Circular Republic sostiene che solo un sistema a cauzione può avvicinare quei valori. Le tradizionali campagne di sensibilizzazione non bastano più: servono incentivi economici chiari che rendano conveniente comportarsi in modo sostenibile.

I grandi marchi osservano ma non partecipano ancora

Nella prima fase mancano colossi come Beiersdorf (Nivea), Henkel o Unilever, che controllano buona parte del mercato europeo della cura personale. La loro adesione rappresenterebbe la vera svolta industriale: uniformare formati, logistica e tracciabilità dei flaconi.

L’eventuale ingresso dei grandi gruppi porterebbe anche nuovi costi: adeguamento delle linee produttive, etichettatura specifica per la cauzione, gestione informatica dei resi. È qui che si misura la tensione tra profitto immediato e responsabilità ambientale.

Cittadini pronti al cambiamento?

I primi dati raccolti nei supermercati pilota mostrano un’adesione superiore al previsto: circa sette consumatori su dieci dichiarano di voler restituire regolarmente i contenitori se ricevono un piccolo rimborso diretto alla cassa.

Secondo Christina Schrampf della catena Voll-Corner, i clienti vogliono soluzioni sostenibili ma pratiche: “nessun modulo da compilare, nessuna app da scaricare”. Il valore simbolico dei 29 centesimi sembra sufficiente a far scattare il gesto ecologico senza sforzo aggiuntivo.

Cosa cambia per famiglie e supermercati

I distributori dovranno essere integrati negli spazi già occupati dalle macchine del vuoto tradizionali. Per le famiglie significa poter accumulare anche i flaconi cosmetici insieme alle bottiglie d’acqua o birra da restituire durante la spesa settimanale.

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I rivenditori partecipanti ricevono una compensazione economica proporzionale al numero di confezioni raccolte; secondo Reo questa misura coprirà i costi iniziali della logistica inversa fino alla fine del periodo sperimentale nel 2025.

L’esperimento tedesco mostra così una prospettiva concreta: trasformare un gesto quotidiano in uno strumento economico per ridurre rifiuti, emissioni e sprechi domestici – partendo da un semplice flacone di shampoo vuoto.

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