Ora nel Paese si sperimenta un’idea radicale: restituire le bottiglie di shampoo, crema o bagnoschiuma vuote in appositi distributori automatici installati nei supermercati e ricevere in cambio denaro. Un progetto pilota che promette di cambiare il destino della plastica domestica e ridefinire le abitudini dei consumatori tedeschi.
Un sistema di cauzione per la cosmesi
A guidare l’iniziativa è la start-up Reo di Heilbronn, specializzata nel riuso degli imballaggi cosmetici. In collaborazione con catene come Kaufland e Voll-Corner, l’azienda ha introdotto i primi distributori in alcune filiali di Monaco di Baviera.
I flaconi contrassegnati dall’indicazione “Bring me back to Pfandautomat” possono essere depositati come si fa con le bottiglie d’acqua o le lattine. Ogni confezione riconsegnata dà diritto a un rimborso di 0,29 euro. Per ora il sistema accetta prodotti dei marchi Lavera, Sante, Kneipp e Logona.
SostenibilitàProbabilmente commetti questi errori con i jeans da anni smetti subitoSecondo Stefanie Reiner, cofondatrice di Reo, la chiave del successo sta nella semplicità: restituire dove si acquista. Un gesto familiare che potrebbe rendere la restituzione dei flaconi una routine quotidiana.
Monaco mette alla prova l’economia circolare
Il progetto ha ottenuto il sostegno del Comune di Monaco e del centro di innovazione Zero Waste Innovation Hub. L’obiettivo è testare la fattibilità tecnica e sociale del modello nell’arco di dodici mesi, raccogliendo dati su volumi restituiti, qualità dei contenitori e possibilità di riutilizzo.
Kanan Kölner dell’iniziativa Circular Republic indica tre condizioni decisive per il successo:
- una quota di ritorno tra l’80 e il 90% dei contenitori distribuiti;
- standard condivisi fra produttori per forma e materiale delle confezioni;
- un ampliamento progressivo a nuove marche e catene commerciali.
Se i risultati saranno positivi, il sistema potrà estendersi ad altre città tedesche entro il 2026 e successivamente ad altri Paesi europei.
Dai rifiuti alla risorsa: un cambio culturale obbligato
L’esperimento si inserisce nella strategia tedesca per raggiungere la neutralità climatica entro il 2035. Secondo dati dell’Agenzia federale per l’ambiente (Umweltbundesamt), ogni anno vengono immesse sul mercato oltre 1,8 miliardi di confezioni cosmetiche in plastica.
| Anno | Flaconi cosmetici immessi (milioni) | Tasso di riciclo effettivo (%) |
|---|---|---|
| 2020 | 1650 | 41 |
| 2023 | 1820 | 44 |
| Obiettivo 2030 | – | 70 |
Circular Republic sostiene che solo un sistema a cauzione può avvicinare quei valori. Le tradizionali campagne di sensibilizzazione non bastano più: servono incentivi economici chiari che rendano conveniente comportarsi in modo sostenibile.
I grandi marchi osservano ma non partecipano ancora
Nella prima fase mancano colossi come Beiersdorf (Nivea), Henkel o Unilever, che controllano buona parte del mercato europeo della cura personale. La loro adesione rappresenterebbe la vera svolta industriale: uniformare formati, logistica e tracciabilità dei flaconi.
L’eventuale ingresso dei grandi gruppi porterebbe anche nuovi costi: adeguamento delle linee produttive, etichettatura specifica per la cauzione, gestione informatica dei resi. È qui che si misura la tensione tra profitto immediato e responsabilità ambientale.

Cittadini pronti al cambiamento?
I primi dati raccolti nei supermercati pilota mostrano un’adesione superiore al previsto: circa sette consumatori su dieci dichiarano di voler restituire regolarmente i contenitori se ricevono un piccolo rimborso diretto alla cassa.
Secondo Christina Schrampf della catena Voll-Corner, i clienti vogliono soluzioni sostenibili ma pratiche: “nessun modulo da compilare, nessuna app da scaricare”. Il valore simbolico dei 29 centesimi sembra sufficiente a far scattare il gesto ecologico senza sforzo aggiuntivo.
Cosa cambia per famiglie e supermercati
I distributori dovranno essere integrati negli spazi già occupati dalle macchine del vuoto tradizionali. Per le famiglie significa poter accumulare anche i flaconi cosmetici insieme alle bottiglie d’acqua o birra da restituire durante la spesa settimanale.
Economia CircolareNé tasche né pantaloncini : il riuso creativo dei jeans che non indossi più è ora di tendenza e perfetto per decorare casaI rivenditori partecipanti ricevono una compensazione economica proporzionale al numero di confezioni raccolte; secondo Reo questa misura coprirà i costi iniziali della logistica inversa fino alla fine del periodo sperimentale nel 2025.
L’esperimento tedesco mostra così una prospettiva concreta: trasformare un gesto quotidiano in uno strumento economico per ridurre rifiuti, emissioni e sprechi domestici – partendo da un semplice flacone di shampoo vuoto.



Mi sembra una buona idea, ma dovrebbero premiare anche chi compra prodotti ricaricabili.
Troppo complicato per i consumatori pigri… vedremo se funziona davvero.
Speriamo che entro il 2026 arrivi anche in Austria e Italia 😉
Una piccola rivoluzione che parte dal bagno di casa nostra… fantastico!
Ho paura che i supermercati si lamenteranno del poco spazio disponibile per le macchine.
Che bello vedere startup come Reo fare la differenza. Bravi ragazzi!
Mi piace l’idea, ma 0.29 non copre neanche il costo del detersivo per lavare il flacone!
A Monaco sempre avanti. Da noi mancherebbero già le macchine funzionanti 😅
Interessante, ma serve standardizzare i formati, altrimenti è un caos totale…
Scommetto che fra un anno copieranno tutti il modello tedesco 😎
Io lo farei subito! Un piccolo gesto, un grande impatto 🙂
Un esempio perfetto di economia circolare applicata al quotidiano!
Idea bellissima, ma temo che i costi di gestione per i negozi saranno alti.
Davvero pensano che la gente laverà i flaconi prima di restituirli? 😂
Mi piace! Finalmente si parla di cosmetici e non solo di bottiglie e lattine.
E se qualcuno provasse a restituire flaconi di altre marche? Ci sarà un controllo automatico?
La Germania fa sempre scuola! 👏
Bravi! Io ci credo, anche un piccolo incentivo può cambiare le abitudini 💚
Non mi fido molto… troppe iniziative così finiscono nel nulla dopo pochi mesi.
Mi chiedo come garantiscano che i flaconi siano davvero riutilizzabili e non solo riciclati.
“Restituire dove si acquista” è geniale nella sua semplicità.
Mah, finché non parteciperanno Nivea e Unilever, sarà solo un esperimento limitato.
Ottimo passo verso l’economia circolare. Il futuro è questo!
0,29 euro a flacone? Io ho 10 vuoti in bagno, faccio la spesa gratis 😂
Spero che non si creino code assurde davanti alle macchinette 😅
Grande Germania! Sempre avanti su queste cose. Noi invece ancora a parlare di sacchetti biodegradabili…
Come funziona con i flaconi che non hanno l’etichetta “Bring me back to Pfandautomat”? 🤔
Non so… mi sembra più marketing “verde” che vera sostenibilità.
Io già restituisco le bottiglie d’acqua, aggiungere lo shampoo sarebbe super comodo 🙂
Bellissima idea, ma chissà se i grandi marchi si uniranno o resteranno a guardare come sempre 🙄
Ma davvero 0,29 euro? Non è un po’ poco per incentivare la gente?
Interessante! Finalmente un’iniziativa concreta per ridurre la plastica. Speriamo che arrivi presto anche in Italia!