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Secondo uno studio i Neanderthal dipingevano nelle grotte migliaia di anni prima di noi

Un’analisi condotta su tre grotte della Penisola Iberica ha datato pigmenti rossi a più di 64 000 anni fa, ben prima dell’arrivo dell’Homo sapiens in Europa.

Una scoperta che cambia la linea del tempo della mente umana

I ricercatori hanno stabilito che le pitture murali rinvenute in Spagna sono state realizzate quando il continente era abitato solo dai Neanderthal. La datazione con uranio-torio delle concrezioni calcaree sovrapposte ai pigmenti ha fornito un limite minimo di 64 000 anni, spostando all’indietro l’origine dell’arte simbolica.

L’indagine, coordinata dall’archeologo Paul Pettitt dell’Università di Durham, ha coinvolto team spagnoli e britannici. Le grotte di La Pasiega (Cantabria), Maltravieso (Cáceres) e Ardales (Málaga) hanno offerto risultati coerenti: pigmenti minerali applicati intenzionalmente su superfici selezionate.

Secondo il Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH), nessun altro gruppo umano è documentato in Europa a quella data. L’attribuzione ai Neanderthal risulta quindi non solo plausibile ma necessaria per coerenza cronologica.

Le prove materiali e la prudenza degli studiosi

Gli autori riconoscono i margini d’incertezza legati ai metodi di campionamento, ma sottolineano che i dati convergono verso un’unica conclusione: l’attività artistica precede l’arrivo dei moderni umani di circa 20 000 anni.

TendenzeWie wäscht man eine Daunenjacke, ohne sie zu beschädigen? Sauber, duftend und ohne zerknitterte Federn

Campioni indipendenti analizzati presso laboratori tedeschi e britannici hanno restituito valori analoghi entro un errore stimato del 4 %. Per evitare contaminazioni, le porzioni prelevate si trovavano sotto strati calcitici chiusi da millenni.

Dove sono stati trovati i segni

  • La Pasiega, Cantabria – motivi lineari e dischi rossi sulle pareti interne;
  • Maltravieso, Cáceres – stencil di mani negative ricoperte da calcite;
  • Ardales, Málaga – colature color ocra sulle stalattiti centrali.

Un confronto che ridisegna l’immagine dei Neanderthal

L’idea del Neanderthal come essere privo di astrazione vacilla davanti a queste prove. I resti analizzati indicano gesti deliberati: scelta dei pigmenti, disposizione spaziale, ripetizione dei segni. Sono comportamenti cognitivamente complessi, paragonabili a quelli dei primi Homo sapiens africani.

L’analisi delle superfici mostra l’uso di manganese e ossidi di ferro macinati, mescolati con acqua o grasso animale. La composizione chimica esclude processi naturali casuali. Si tratta dunque di intenzionalità artistica.

Il nodo interpretativo divide gli esperti

L’archeologo João Zilhão sostiene che questi segni dimostrano “capacità simboliche indistinguibili dalle nostre”. Altri studiosi, come Chris Stringer del Natural History Museum di Londra, chiedono ulteriori verifiche per escludere contaminazioni più recenti nei depositi minerali.

Metodo Periodo stimato Specie presente
Uranio-Torio (calcite) >64 000 anni fa Neanderthal
C14 (carbone organico) <40 000 anni fa Homo sapiens

Dalla grotta al dibattito pubblico: cosa cambia per noi oggi

L’attribuzione delle prime forme d’arte a una specie estinta costringe a rivedere l’idea stessa di “umanità”. Nelle scuole e nei musei europei si apre il confronto su come raccontare questa nuova cronologia culturale alle famiglie e agli studenti.

I programmi educativi dovranno aggiornare le sezioni dedicate alla preistoria: il gesto artistico non nasce con noi, ma appartiene a una radice più profonda della nostra storia biologica condivisa.

L’eredità nascosta nelle pareti delle grotte europee

I siti iberici non sono casi isolati. In Francia, nella grotta di La Roche-Cotard nella valle della Loira, impronte digitali fossilizzate in sedimenti argillosi suggeriscono attività simboliche oltre 50 000 anni fa. Sono tracce sigillate da depositi naturali che ne garantiscono l’autenticità temporale.

SpagnaScoperta del secolo – trovate sott’acqua tonnellate d’oro, ridefinita la ricchezza di un intero Paese

I dati accumulati negli ultimi dieci anni ribaltano un secolo di convinzioni: la capacità di rappresentare idee non distingue più due specie ma testimonia una continuità evolutiva complessa, meno lineare e più condivisa del previsto.

Rappresentazione delle pitture rupestri attribuite ai Neanderthal nelle grotte iberiche

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