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No, l’aspirapolvere non basta per pulire il camino: ecco cosa bisogna fare assolutamente per evitare incendi

Con l’arrivo del freddo, il camino torna protagonista nelle case italiane: fonte di calore, ma anche di rischi se trascurato.

Secondo i dati raccolti dai Vigili del Fuoco, oltre 4.000 incendi domestici ogni anno in Italia hanno origine da canne fumarie o camini non puliti, con danni che superano complessivamente i 15 milioni di euro.

Quando la cenere diventa un pericolo invisibile

Il deposito di fuliggine e creosoto lungo la canna fumaria riduce il tiraggio, fa aumentare il consumo di legna e può generare monossido di carbonio, gas inodore ma letale. Un camino sporco brucia più lentamente e scalda meno: un segnale che molti trascurano finché non è troppo tardi.

Le norme tecniche UNI prevedono un controllo annuale obbligatorio per gli impianti a biomassa. In molti Comuni, come Milano o Torino, la manutenzione certificata è richiesta prima della stagione invernale per ragioni di sicurezza e di efficienza energetica.

I metodi naturali che aiutano davvero

La pulizia può iniziare da gesti semplici: bruciare materiali che riducono i residui senza ricorrere a sostanze chimiche costose. Le soluzioni più diffuse si basano su ingredienti comuni, reperibili in ogni cucina.

  • Bucce di agrumi essiccate: contengono oli che sciolgono parte dei residui resinosi e rilasciano un aroma gradevole durante la combustione.
  • Legna dura ben stagionata: quercia o faggio bruciano più a lungo e producono meno creosoto rispetto ai legni teneri o resinosi.
  • Sale grosso: una manciata sul fuoco contribuisce a ridurre l’accumulo di fuliggine, se ripetuto regolarmente.

Sul mercato sono disponibili anche ceppi “spazzacamino” certificati CE, formulati per liberare gas che disgregano le incrostazioni interne. Gli esperti ne raccomandano un uso mensile nei camini molto utilizzati.

L’attrezzatura giusta per una pulizia efficace

Prima di iniziare qualsiasi intervento manuale è necessario verificare che il camino sia spento da almeno dodici ore. La pulizia periodica richiede strumenti adeguati e qualche precauzione domestica semplice ma determinante.

  • Proteggere pavimenti e mobili con teli in plastica o vecchie lenzuola.
  • Indossare guanti e mascherina antipolvere per evitare irritazioni da ceneri sottili.
  • Utilizzare spazzole metalliche rotonde con aste telescopiche per raggiungere tutta la lunghezza della canna fumaria.
  • Pulire le pareti interne con panni imbevuti d’acqua e aceto bianco per rimuovere residui grassi.
  • Per macchie ostinate applicare una pasta di bicarbonato e acqua, attendere qualche minuto e risciacquare.

I kit venduti nei negozi specializzati comprendono aste flessibili e spazzole intercambiabili adatte ai diversi diametri delle canne fumarie domestiche. Una torcia consente di verificare visivamente l’efficacia dell’intervento prima e dopo la pulizia.

L’intervento professionale resta obbligato

Anche il miglior fai-da-te non sostituisce il lavoro dello spazzacamino qualificato. La legge italiana impone una revisione annuale eseguita da personale iscritto all’albo provinciale degli operatori manutentori. Il costo medio varia tra 80 e 150 euro a seconda dell’altezza del condotto e dell’accessibilità del tetto.

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I controlli professionali includono oggi strumenti digitali per misurare la temperatura dei fumi e verificare eventuali crepe nei mattoni refrattari. In caso di irregolarità strutturali viene rilasciato un verbale tecnico necessario anche per l’assicurazione casa in caso d’incendio.

Cosa non va mai bruciato nel camino

I materiali vietati che compromettono salute ed efficienza

Materiale Motivo del divieto
Carta stampata o riviste patinate Le vernici delle stampe rilasciano composti tossici durante la combustione
Legno verniciato o trattato I solventi chimici formano depositi appiccicosi nella canna fumaria
Plastica o materiali sintetici Producono fumi nocivi e accelerano la corrosione interna del camino
Pannelli truciolari o MDF L’adesivo contenuto emette formaldeide, sostanza cancerogena riconosciuta dall’OMS

L’utilizzo improprio del camino non solo riduce l’efficienza termica fino al 30%, ma aggrava le emissioni domestiche di particolato fine PM10 secondo le rilevazioni ISPRA 2023. La combustione corretta resta quindi una scelta ambientale oltre che economica.

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55 reazioni su "No, l’aspirapolvere non basta per pulire il camino: ecco cosa bisogna fare assolutamente per evitare incendi"

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