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I veterinari lo confermano : ecco come mantenere caldo il cane per proteggerlo dal freddo

Secondo un’analisi condotta dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, oltre il 40% dei cani di piccola taglia mostra segni di disagio termico durante i mesi invernali, con punte del 60% nelle aree del Nord Italia.

Il freddo non è uguale per tutti i cani

Le temperature invernali non colpiscono tutti i cani allo stesso modo. L’età, la razza e lo stato di salute determinano quanto un animale riesca a mantenere stabile la propria temperatura corporea. I soggetti anziani e i cuccioli sono i più vulnerabili: nei primi il metabolismo rallenta, nei secondi la termoregolazione non è ancora pienamente sviluppata.

Ricerche condotte in ambito veterinario indicano che razze come Husky o Pastore Tedesco sopportano meglio l’esposizione al freddo grazie al doppio mantello, mentre Chihuahua, Yorkshire Terrier o Pinscher nano perdono calore rapidamente per via della scarsa massa muscolare e del pelo corto.

I segnali da non ignorare

Un cane che soffre il freddo tende a tremare, irrigidirsi o muoversi lentamente. In alcuni casi si notano irritabilità, vocalizzi insoliti o apatia. Sono indizi chiari che richiedono un intervento immediato: asciugatura completa se è bagnato e trasferimento in un ambiente più caldo.

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Anche all’interno delle abitazioni poco riscaldate alcune razze senza sottopelo — come Levrieri o Dobermann — possono manifestare disagio termico. In questi casi è utile predisporre una cuccia isolata da correnti d’aria e sollevata dal pavimento.

Vestirlo sì, ma con criterio

Non ogni capo è adatto a proteggere un cane dal freddo. I veterinari raccomandano materiali traspiranti e impermeabili, evitando indumenti troppo stretti o che limitino i movimenti. Il mantello ideale copre collo, dorso e radice della coda: le aree più sensibili alla dispersione di calore.

  • I tessuti sintetici leggeri come pile o lana tecnica trattengono il calore senza appesantire.
  • Per giornate umide si preferiscono nylon o neoprene, resistenti all’acqua.
  • Prima dell’acquisto conviene misurare torace e lunghezza del dorso per garantire una vestibilità sicura.
  • In casa non serve farlo indossare: l’escursione termica tra interno ed esterno può generare shock termici maggiori.

Piedi al sicuro : zampe sotto osservazione

Le estremità sono le prime a risentire del gelo. Il contatto prolungato con neve, sale antigelo o ghiaia gelata provoca microlesioni ai cuscinetti plantari. Per prevenire screpolature si usano balsami protettivi specifici; nei giorni di ghiaccio sono utili stivaletti in neoprene.

Dati raccolti dai servizi veterinari regionali mostrano un aumento del 25% delle dermatiti podali tra dicembre e febbraio rispetto ai mesi primaverili. Una precauzione semplice riduce così visite e farmaci inutili.

Quando il freddo diventa un rischio clinico

L’esposizione prolungata alle basse temperature può aggravare patologie respiratorie e articolari preesistenti. Le analisi diffuse da AniCura evidenziano un incremento dei casi di tosse infettiva nei canili durante ondate di gelo inferiori ai 5 °C. I sintomi includono secrezioni nasali, febbre lieve e perdita di appetito.

Nello stesso periodo aumentano anche le consultazioni per dolori articolari legati ad artrosi o artrite reumatoide. Un’alimentazione bilanciata con integratori condroprotettori contribuisce a ridurre l’usura delle articolazioni nelle razze predisposte come Labrador Retriever o Golden Retriever.

Organizzare la casa per l’inverno

Se il cane dorme all’aperto serve una cuccia ben isolata da terra, priva di spifferi e orientata verso sud per sfruttare il sole invernale. All’interno è utile aggiungere una coperta termica lavabile. Secondo le linee guida ENPA la temperatura ideale dell’ambiente notturno deve restare sopra i 10 °C anche nelle notti più fredde.

Elemento Requisito minimo consigliato
Spessore isolamento cuccia 4 cm materiale coibentante
Distanza dal suolo Almeno 10 cm
Coperte interne Tessuto lavabile ogni 7 giorni
Temperatura ambiente minima 10 °C

L’equilibrio tra protezione e libertà di movimento

L’obiettivo non è trasformare l’animale in un giocattolo da vestire ma garantirgli comfort reale nel rispetto della sua fisiologia. L’adattamento progressivo alle temperature stagionali resta la forma più naturale di difesa; abituarlo a passeggiate quotidiane anche brevi stimola circolazione e tono muscolare senza rischiare ipotermia.

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L’inverno può diventare una stagione serena anche per loro se ciascuno impara a leggere i segnali del proprio cane e ad agire prima che il freddo diventi sofferenza fisica misurabile dai dati clinici veterinari raccolti ogni anno sul territorio nazionale.

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