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Le persone che hanno sempre una casa ordinata fanno tutte queste 11 cose senza neanche pensarci

Secondo un’indagine condotta nel 2023 da Altroconsumo, il 64 per cento delle famiglie italiane dichiara di dedicare più di 5 ore a settimana al riordino domestico senza risultati duraturi

Ogni giorno milioni di case si trasformano in piccoli campi di battaglia: giochi sparsi, tavoli coperti di oggetti, armadi che non si chiudono più. Eppure alcune persone riescono a mantenere un ordine costante, quasi naturale, senza apparente fatica. Non è questione di ossessione o perfezionismo, ma di metodo e costanza. Undici azioni ricorrenti spiegano questa differenza.

Eliminare l’eccesso: la regola che cambia tutto

La prima abitudine riguarda la quantità. Secondo dati Istat, ogni abitazione italiana contiene in media oltre 2500 oggetti inutilizzati. Ridurre significa respirare meglio e semplificare le giornate.

Chi mantiene la casa ordinata inizia da qui: una selezione metodica stanza per stanza, con tre destinazioni chiare — tenere, donare, eliminare. Il principio è quello della sottrazione come forma di cura dello spazio e del tempo familiare.

Un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto

Dopo aver ridotto il superfluo nasce la necessità di assegnare a ogni oggetto una collocazione fissa. È un gesto ripetitivo ma decisivo: evita accumuli e perdite di tempo nella ricerca quotidiana.

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I professionisti dell’organizzazione domestica consigliano contenitori trasparenti, etichette chiare e spazi accessibili ai bambini. L’obiettivo è permettere a tutti i membri della famiglia di partecipare al mantenimento dell’ordine, trasformando il riordino in gesto automatico e condiviso.

Piccoli gesti quotidiani che fanno la differenza

  • Applicare la regola “uno entra, uno esce”
  • Non lasciare mai una stanza a mani vuote
  • Rimettere subito gli oggetti al loro posto
  • Svuotare ogni sera i piani d’appoggio principali
  • Togliere i vestiti usati dal letto o dalle sedie
  • Smistare subito la posta arrivata
  • Mantenere visibili solo gli oggetti d’uso quotidiano
  • Pianificare micro-sessioni di pulizia durante la settimana
  • Coinvolgere tutti gli abitanti della casa nelle stesse routine
  • Controllare regolarmente le scorte per evitare accumuli inutili
  • Dedicare pochi minuti serali a rimettere in ordine le zone comuni

I punti caldi della disorganizzazione domestica

Gli esperti identificano tre aree critiche: ingresso, cucina e soggiorno. Sono le zone ad alto traffico dove si depositano borse, chiavi, posta e piccoli acquisti. Intervenire su queste superfici cambia immediatamente la percezione dell’ambiente domestico.

Zona critica Intervento rapido consigliato
Ingresso Pannello appendichiavi e cestino svuota-tasche vicino alla porta
Cucina Pulizia del piano lavoro dopo ogni pasto e svuotamento del lavello serale
Soggiorno Svuotamento quotidiano del tavolino centrale e riallineamento dei cuscini del divano

Dalla teoria alla pratica: il metodo delle micro-routine

L’approccio noto come “FlyLady”, nato negli Stati Uniti e diffuso anche in Italia tramite community online dedicate all’organizzazione domestica, propone cicli brevi da dieci o quindici minuti ciascuno. Brevi azioni mirate mantengono l’ordine senza sforzi straordinari.

L’Agenzia per l’Energia ha inoltre rilevato che case ordinate richiedono in media il 20 per cento in meno di energia elettrica per illuminazione e climatizzazione grazie alla migliore disposizione degli spazi liberi. Un dato che collega igiene visiva ed efficienza reale.

L’ordine condiviso come forma di equilibrio familiare

Nelle famiglie con bambini piccoli o adolescenti il disordine tende a moltiplicarsi se manca un sistema condiviso. Le case più ordinate sono quelle dove ciascuno ha compiti precisi: giocattoli raccolti dai più piccoli, biancheria nel cesto per i ragazzi, cucine lasciate pulite dagli adulti.

L’ordine diventa così un linguaggio comune più che un obbligo imposto. In un Paese dove lo spazio medio abitativo pro capite è sceso sotto i 40 metri quadrati secondo l’Istat 2024, imparare a gestirlo collettivamente è una necessità pratica oltre che estetica.

L’effetto domino dell’ordine silenzioso

L’abitudine al riordino produce conseguenze inattese: minori acquisti impulsivi, maggiore consapevolezza dei propri beni e riduzione dello stress percepito. A parità di reddito disponibile le famiglie organizzate risparmiano fino al 12 per cento annuo su spese non programmate legate alla casa secondo dati Federconsumatori.

TendenzeDove posizionare un pothos in casa perché sviluppi foglie grandi e sane

Meno caos visivo significa meno decisioni ripetitive da affrontare ogni giorno. E dietro questa apparente semplicità si nasconde una competenza reale: quella della gestione consapevole del proprio spazio vitale.

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