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10 errori critici da non fare mai con il tuo gatto

Secondo i dati dell’Associazione italiana medici veterinari, oltre il 60% dei gatti domestici mostra almeno un disturbo comportamentale legato alle abitudini del proprietario.

Dal cibo al gioco, passando per la lettiera e le visite veterinarie: molti gesti quotidiani che sembrano innocui possono compromettere la salute e la serenità di un gatto. Conoscere gli errori più comuni aiuta a prevenirli e a migliorare la convivenza in casa.

Ignorare i controlli veterinari periodici

Molti proprietari si affidano solo ai sintomi visibili, ma il 35% delle patologie feline si sviluppa senza segnali evidenti. Le linee guida della Federazione nazionale ordini veterinari italiani indicano una visita completa almeno una volta l’anno.

Saltare i controlli significa rinunciare a diagnosi precoci su problemi renali, dentali o cardiaci — tra le principali cause di mortalità nei gatti sopra i sette anni.

Lasciare la lettiera sporca o in posizione inadeguata

Una lettiera pulita riduce drasticamente il rischio di cistiti e comportamenti di marcatura. Secondo ricerche condotte dall’Università di Milano, un gatto su tre smette di usare la lettiera se la trova sporca o male posizionata.

Le regole di base restano costanti:

  • una lettiera per ogni gatto più una aggiuntiva;
  • pulizia quotidiana e cambio completo della sabbia ogni settimana;
  • posizione lontana da ciotole e zone di passaggio.

Dare cibo umano o dosi eccessive

L’obesità felina è in aumento: i dati ENPA stimano che riguardi il 28% dei gatti domestici. Molti proprietari confondono l’affetto con l’alimentazione libera, ma un eccesso calorico di appena 20 grammi al giorno può portare a sovrappeso in pochi mesi.

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Gli esperti raccomandano di controllare l’etichetta dei mangimi completi e di evitare alimenti come cipolla, cioccolato e latticini. Le linee guida nutrizionali fissano l’apporto calorico medio tra 40 e 50 kcal per kg di peso ideale.

Non rispettare la necessità di gioco e stimolazione mentale

Un gatto che vive solo in casa trascorre fino a 16 ore al giorno dormendo. Senza stimoli adeguati aumenta il rischio di apatia e comportamenti distruttivi. I veterinari comportamentalisti indicano almeno due sessioni di gioco quotidiane di 10-15 minuti ciascuna.

I giocattoli rotanti, le piume su bastoncino o le scatole di cartone restano strumenti semplici e utili. Alcuni comuni italiani promuovono anche corsi gratuiti di educazione felina per famiglie con animali indoor.

Trascurare la socializzazione o forzare il contatto

I gatti non reagiscono tutti allo stesso modo al contatto fisico. L’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare francese ha segnalato un aumento del 12% degli episodi di graffi e morsi legati a interazioni forzate. Il rispetto dei tempi dell’animale è parte integrante del benessere domestico.

L’approccio consigliato consiste nel lasciare che sia il gatto ad avvicinarsi, evitando movimenti bruschi e carezze dirette su testa o pancia finché non mostra segnali positivi come fusa o coda rilassata.

Ignorare i segnali di stress ambientale

Cambiamenti improvvisi — nuovi mobili, rumori forti, ospiti frequenti — possono alterare l’equilibrio del gatto. Il Centro studi sul comportamento animale dell’Università di Torino ha rilevato che i felini esposti a stress cronico presentano livelli di cortisolo doppi rispetto ai soggetti tranquilli.

Fattore di stress Reazione tipica Rimedio suggerito
Rumori forti Fuga, nascondiglio prolungato Creare zone tranquille e stabili
Spostamenti continui Perdita dell’appetito Mantenere routine fisse per pasti e gioco
Ospiti sconosciuti Aggressività o isolamento Introdurre gradualmente nuove presenze

Punire comportamenti indesiderati invece di correggerli

L’uso di punizioni verbali o fisiche genera paura e peggiora la relazione. Gli studi del Royal Veterinary College di Londra confermano che i gatti puniti mostrano fino al 40% in più di atteggiamenti difensivi.

L’alternativa efficace è rinforzare i comportamenti corretti con premi immediati — bocconcini, carezze brevi, tono calmo — associando la correzione all’apprendimento positivo.

Sottovalutare l’igiene orale e il controllo dei parassiti

Il tartaro causa infiammazioni gengivali nel 70% dei gatti adulti. La spazzolatura regolare con prodotti specifici riduce l’incidenza delle infezioni batteriche e può allungare la vita media dell’animale fino a due anni, secondo dati diffusi dalla World Small Animal Veterinary Association.

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Anche i parassiti interni ed esterni richiedono prevenzione: applicazioni mensili antipulci e sverminazioni trimestrali restano standard raccomandati dai veterinari italiani.

Spostarlo bruscamente durante il sonno o ignorare le sue zone rifugio

I gatti scelgono luoghi stabili dove dormire per sentirsi al sicuro. Interrompere spesso il riposo altera i cicli circadiani e aumenta l’irritabilità. L’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie indica che la qualità del sonno incide direttamente sulla risposta immunitaria felina.

Mancata identificazione o microchip non registrato

Ogni anno in Italia si smarriscono circa 65.000 gatti; solo uno su dieci viene ritrovato. L’obbligo del microchip varia tra regioni ma rappresenta l’unico strumento riconosciuto dalle anagrafi veterinarie per rintracciare l’animale in caso di fuga.

L’inserimento avviene una volta sola dal veterinario, con un costo medio tra 25 e 35 euro. Aggiornare i dati nell’anagrafe è responsabilità diretta del proprietario in caso di cambio residenza o numero telefonico.

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