Via Roma 128, 20121 Milano (MI), Italia | contact@tamoristorante.it | 085 5962530

Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

7 criteri essenziali da conoscere quando si sceglie uno pneumatico per auto

Ogni anno in Italia si cambiano circa 35 milioni di pneumatici: una spesa media di 400 euro a famiglia, spesso senza piena consapevolezza dei parametri che contano davvero.

Il momento di sostituire gli pneumatici è tra i più critici per la sicurezza e il bilancio familiare. Le differenze di prezzo tra modelli, le nuove norme europee sull’etichettatura energetica e le variazioni climatiche stanno ridisegnando un mercato dove il risparmio immediato può costare caro nel tempo.

1. Etichetta europea: non basta guardare il prezzo

Dal 2021 l’Unione Europea impone un’etichetta obbligatoria su ogni pneumatico venduto, che indica tre parametri chiave: resistenza al rotolamento (consumi), aderenza sul bagnato e rumorosità. La scala va da A (migliore) a E (peggiore). Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, scegliere una classe A invece di una C riduce i consumi fino al 7%.

Marchi come Michelin, Pirelli e Continental dominano la fascia alta; ma anche produttori emergenti dell’Est Europa o asiatici offrono modelli con buoni punteggi energetici a costi inferiori del 20–30%. La tensione tra qualità e prezzo resta però evidente: pochi automobilisti leggono davvero l’etichetta prima dell’acquisto.

2. Misura corretta: l’errore che costa caro

Ogni veicolo ha misure omologate riportate sul libretto di circolazione. Montare gomme non conformi può portare a sanzioni amministrative (fino a 422 euro) e alla decadenza della copertura assicurativa in caso di incidente. L’ACI ricorda che oltre il 15% dei controlli su strada rileva incongruenze nelle dimensioni o nel codice di velocità.

L’informazione non è sempre trasparente: molti siti online propongono alternative “compatibili” che non sempre corrispondono alle specifiche approvate dal costruttore.

3. Stagionalità obbligatoria o reale necessità?

Dal 15 novembre al 15 aprile è previsto l’obbligo, in molte regioni italiane, di montare pneumatici invernali o avere catene a bordo. Tuttavia, l’evoluzione degli pneumatici “all season” ha modificato il panorama: secondo l’Osservatorio Assogomma-Federpneus, nel 2023 questi modelli hanno rappresentato il 42% delle vendite totali.

Sicurezza StradaleConfisca del veicolo e 750€ di multa per i conducenti che detengono questo oggetto in auto

La scelta divide gli automobilisti. Chi percorre pochi chilometri o vive in zone temperate trova conveniente la gomma quattro stagioni; chi affronta strade di montagna preferisce ancora le invernali dedicate, più efficaci sotto i 7°C. Il punto di svolta resta nel chilometraggio annuale e nella variabilità climatica locale.

4. Pressione e usura: la manutenzione dimenticata

L’EcoTest del TÜV tedesco mostra che un pneumatico con pressione inferiore del 20% rispetto al valore raccomandato aumenta i consumi del 3% e riduce la durata fino al 25%. Nonostante ciò, solo un automobilista su cinque controlla regolarmente la pressione almeno una volta al mese.

  • Mantenere la pressione indicata sul manuale del veicolo
  • Effettuare la rotazione ogni 10.000 km
  • Sostituire le gomme quando il battistrada scende sotto i 3 mm (il limite legale è 1,6 mm)

5. Produzione e data DOT: dietro la sigla c’è un rischio nascosto

Sulla spalla della gomma compare un codice DOT che indica settimana e anno di produzione. Dopo cinque anni dall’immatricolazione, anche se apparentemente intatti, gli pneumatici perdono parte dell’elasticità originaria. In concessionaria capita spesso che vengano proposti modelli “nuovi” ma fabbricati da oltre due anni: chiedere sempre questa informazione è un diritto del consumatore.

6. Pneumatici ricostruiti e usati: economia o illusione?

I ricostruiti costano fino al 40% in meno rispetto ai nuovi, ma sono ormai marginali tra gli automobilisti privati (meno del 3% delle vendite nel 2023). Sono invece diffusi nei trasporti pesanti per motivi economici ed ecologici. Il mercato dell’usato resta più insidioso: secondo un’indagine Altroconsumo, il 28% degli pneumatici usati venduti online presenta difetti strutturali non dichiarati.

Tipologia Risparmio medio Rischio stimato
Pneumatico nuovo premium Basso
Pneumatico nuovo budget -25% Medio
Pneumatico ricostruito -40% Alto se uso urbano intenso
Pneumatico usato online -50% Molto alto (non verificabile)

7. Smaltimento e impatto ambientale: dove finiscono le vecchie gomme?

L’Italia raccoglie ogni anno circa 380 mila tonnellate di PFU (Pneumatici Fuori Uso), gestite dai consorzi Ecopneus ed Ecotyre sotto controllo ministeriale. Oltre il 90% viene recuperato attraverso frantumazione o termovalorizzazione; una quota crescente alimenta pavimentazioni sportive o asfalti drenanti.

I dati ISPRA segnalano tuttavia un residuo illegale pari a circa 20 mila tonnellate annue disperse nell’ambiente o esportate irregolarmente nei Balcani. Una porzione minima rispetto al totale, ma sufficiente a tenere aperto il dibattito tra produttori, enti locali e associazioni ambientaliste sul costo reale della mobilità su gomma.

Fornite il vostro feedback

Sii il primo a valutare questo post
oppure lasciare una recensione dettagliata


Condividi subito questo post!


62 reazioni su "7 criteri essenziali da conoscere quando si sceglie uno pneumatico per auto"

Reagire a questo articolo

62 reazioni